22 Luglio 2026
Pfizer Catania, Fialc Cisal: «Il Governo pronto a sostenere il rilancio»

Giuseppe La Mendola, segretario provinciale Fialc Cisal Catania, commenta il tavolo sulla vertenza Pfizer: investimenti, stop ai licenziamenti e garanzie sull’eventuale cessione del sito
Il Governo sarebbe pronto a sostenere politicamente ed economicamente gli investimenti necessari per rilanciare lo stabilimento Pfizer di Catania. È quanto riferisce Giuseppe La Mendola, segretario provinciale Fialc Cisal Catania, al termine del confronto sulla vertenza, al quale ha partecipato insieme al componente della segreteria provinciale Fialc Cisal Salvo Lo Bianco.
«Il ministro Urso è pronto a garantire tutta la collaborazione politica ed economica e a finanziare gli investimenti necessari per rilanciare la produzione farmaceutica nello stabilimento Pfizer di Catania», afferma La Mendola.
Secondo il rappresentante sindacale, il Governo avrebbe manifestato la disponibilità a sostenere anche nuovi progetti produttivi, compreso il possibile trasferimento a Catania di produzioni biotecnologiche.
«Pfizer non ha più scuse», sostiene La Mendola. «Il Governo è pronto a finanziare gli investimenti e il peso politico messo in campo è massimo».
Il segretario provinciale riferisce inoltre che il ministro avrebbe prospettato il possibile coinvolgimento diretto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nei rapporti con i vertici internazionali della multinazionale.
«Il ministro ha detto di essere pronto a coinvolgere nella vertenza anche la presidente del Consiglio, che potrebbe contattare direttamente Pfizer Global», dichiara.
La procedura sui licenziamenti
Uno dei punti centrali del confronto avrebbe riguardato la procedura prevista dalla legge 234, relativa agli esuberi annunciati dall’azienda.
«Pfizer vuole discutere della 234, cioè dei licenziamenti, ma il Governo ha chiarito che la procedura è sospesa perché prima bisogna parlare del rilancio produttivo e occupazionale del sito», spiega La Mendola.
Secondo il sindacalista, l’azienda non avrebbe accolto favorevolmente questa posizione, pur prendendone atto.
«L’azienda si è risentita, ma ha abbozzato», aggiunge.
Per Fialc Cisal, la discussione non può partire dalla riduzione del personale, ma deve concentrarsi sulla costruzione di un piano industriale in grado di garantire produzione e occupazione.
«La crisi potrebbe riguardare tutta Pfizer Italia»
La Mendola ha sottolineato come la situazione di Catania potrebbe non rappresentare un caso isolato.
«Ho cercato di far comprendere al Governo che questa non è soltanto una crisi di Pfizer Catania», afferma. «Potrebbe investire l’intero territorio nazionale nel quale Pfizer ha insediamenti produttivi e amministrativi».
Il segretario richiama, in particolare, la situazione dello stabilimento di Ascoli Piceno.
«Ad Ascoli ci sono segnali di difficoltà nei volumi e negli investimenti», sostiene. «La crisi di Catania è iniziata nello stesso modo. Non c’è ancora una crisi conclamata, ma esistono segnali preoccupanti».
Secondo l’analisi della Fialc Cisal, dietro le diverse difficoltà potrebbe esserci una strategia più ampia della multinazionale.
«Temiamo che ci sia uno schema preciso, quello di una smobilitazione dal territorio nazionale», dichiara La Mendola. «Per questo la politica deve intervenire a salvaguardia dei livelli occupazionali».
La proposta sulle produzioni conto terzi
Durante il tavolo, Fialc Cisal ha presentato una proposta operativa che l’azienda si sarebbe impegnata a valutare entro settembre.
«Pfizer possiede decine di stabilimenti nel mondo e affida anche a imprese terze la produzione e il confezionamento di propri farmaci», spiega La Mendola.
Il sindacato propone di invertire questo meccanismo, portando nello stabilimento catanese alcune lavorazioni attualmente affidate all’esterno.
«Abbiamo detto a Pfizer: i prodotti iniettabili che fate produrre e confezionare da altre aziende portateli a Catania», afferma. «Qui abbiamo il know-how specifico e le competenze necessarie per realizzarli».
La proposta prenderebbe spunto anche da quanto già avviene in altri stabilimenti del gruppo.
«Ad Ascoli si produce già per conto terzi, per realtà come Zoetis e Viatris», aggiunge il segretario. «Un modello analogo potrebbe essere utilizzato per rilanciare Catania».
La linea rossa sulla cessione
Fialc Cisal ha affrontato anche l’ipotesi di una possibile cessione dello stabilimento.
«Per noi la cessione è una linea rossa», afferma La Mendola. «Il sito, qualora dovesse essere ceduto, deve passare esclusivamente a un soggetto farmaceutico con esperienza conclamata, solidità industriale e un piano di rilancio di lungo periodo».
La priorità, sottolinea il sindacato, deve essere la tutela dei livelli occupazionali.
«Non accetteremo una cessione priva di garanzie per i lavoratori», aggiunge.
La Fialc Cisal chiede quindi l’inserimento di una clausola di salvaguardia, ritenendo insufficientemente chiare alcune formulazioni contenute nella documentazione aziendale.
«Nella comunicazione dell’azienda abbiamo individuato un passaggio estremamente ambiguo», sostiene La Mendola. «Dopo averlo analizzato con consulenti esterni, la nostra interpretazione è che Pfizer, in caso di cessione, non intenda garantire la continuità occupazionale».
Secondo il sindacato, esisterebbe il rischio che il sito venga trasferito a un soggetto privo di un solido progetto industriale.
«Non vogliamo che si ripetano esperienze negative già vissute in altre vertenze», afferma. «L’espressione utilizzata dall’azienda, relativa a un possibile soggetto collaterale di business, ci allarma e deve essere chiarita».
La richiesta di utilizzare la Golden Power
La Mendola chiede al Governo di vigilare su un’eventuale operazione di cessione dello stabilimento.
«Dal punto di vista legale, l’azienda può cedere il sito aprendo il confronto previsto dalla legge, ma potrebbe anche scegliere un fondo finanziario speculativo», osserva.
Per evitare questa eventualità, il sindacato chiede l’intervento della Presidenza del Consiglio attraverso gli strumenti previsti dalla normativa sulla Golden Power.
«Chiediamo al Governo di mettere in mora Pfizer e di verificare l’obbligo di notificare qualsiasi operazione alla Presidenza del Consiglio», dichiara La Mendola.
«La Golden Power è uno strumento di sicurezza che il Governo può esercitare in presenza di una cessione di ramo d’azienda caratterizzata da elementi di incertezza. Le armi ci sono e anche la determinazione».
L’appello all’unità sindacale
Nel corso delle dichiarazioni, La Mendola è intervenuto anche sulle divisioni emerse tra le organizzazioni sindacali.
«Purtroppo i sindacati si sono divisi», afferma. «Il problema nasce da una questione politica nazionale, perché alcune confederazioni non riconoscono la Cisal come un sindacato rappresentativo e la accusano di sottoscrivere accordi favorevoli alle aziende».
Accuse che il segretario respinge.
«Questa ricostruzione non corrisponde al vero», sostiene.
La Mendola lancia quindi un appello affinché il confronto avvenga direttamente davanti ai lavoratori dello stabilimento.
«Facciamo entrare in Pfizer tutte le organizzazioni confederali e spieghiamo ai lavoratori perché non dovrebbe esserci unità», propone.
«Io non parlerò. Parleranno direttamente gli altri sindacati e i lavoratori potranno valutare. Solo così possiamo superare definitivamente le divisioni e costruire un fronte unitario».
Per Fialc Cisal, la vertenza deve ora concentrarsi su tre obiettivi: nuovi investimenti, continuità produttiva e tutela di tutti i posti di lavoro.





