18 Luglio 2026
Assalti con esplosivi a distributori e Postamat: tre misure cautelari

Tre persone sono state raggiunte da misure cautelari per una serie di furti e tentati furti con esplosivi tra Calatabiano, Giarre, Riposto e Sant’Alfio
Tre persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta su una serie di furti e tentati furti compiuti con ordigni esplosivi artigianali ai danni di distributori automatici, cambiamonete e sportelli Postamat.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania su richiesta della Procura distrettuale ed eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Giarre.
I fatti contestati sarebbero avvenuti tra febbraio e aprile 2026 nei territori di Calatabiano, Giarre, Riposto e Sant’Alfio.
Secondo la ricostruzione accusatoria, gli indagati avrebbero utilizzato ordigni rudimentali simili a candelotti, inserendoli nei dispenser di banconote e monete per provocarne l’esplosione e impossessarsi del denaro custodito all’interno.
Le indagini hanno consentito di ricostruire diversi colpi ai danni di distributori automatici di sigarette e cambiamonete, oltre ai tentati assalti agli uffici postali di Macchia di Giarre e Carrubba di Riposto, avvenuti il 21 febbraio.
Agli indagati viene contestata anche la ricettazione dell’automobile che sarebbe stata utilizzata per raggiungere i luoghi degli assalti.
Gli esplosivi, secondo gli investigatori, erano particolarmente instabili e sensibili agli urti, agli sbalzi di temperatura e alla luce, creando un concreto rischio per l’incolumità pubblica.
In ogni episodio è stato necessario l’intervento degli artificieri del Comando provinciale dei Carabinieri di Catania per mettere in sicurezza e sequestrare gli ordigni.
Tra le aggravanti contestate figurano l’uso di esplosivi, il travisamento, la violenza sulle cose e l’aver preso di mira beni destinati a un pubblico servizio.
Il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per due persone e gli arresti domiciliari per la terza. I due destinatari della misura più grave sono stati trasferiti nel carcere di piazza Lanza.






