15 Luglio 2026
Droga, armi e sparatorie a Catania: 22 misure cautelari

Operazione della Polizia di Stato a Catania contro un gruppo attivo nello spaccio e legato ad alcuni episodi armati. Eseguite 22 misure cautelari, coinvolti anche un avvocato e un medico
Maxi operazione della Polizia di Stato a Catania contro un’organizzazione ritenuta attiva nel traffico di sostanze stupefacenti e coinvolta in numerose sparatorie avvenute nel capoluogo etneo.
Alle prime luci dell’alba, su disposizione della Procura distrettuale, gli agenti hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 22 persone. Per altri quattro indagati il giudice si pronuncerà dopo gli interrogatori preventivi.
Le accuse contestate, a vario titolo, riguardano l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, aggravata dalla disponibilità di armi e dalla presenza di oltre dieci partecipanti, oltre a cessione di stupefacenti, porto illegale di armi, lesioni e minacce aggravate dal metodo mafioso.
Secondo gli investigatori, il gruppo sarebbe stato composto prevalentemente da giovani e avrebbe avuto la propria base operativa al Villaggio Sant’Agata. Ad alcuni indagati viene contestata anche l’aggravante di avere agevolato il clan Cappello-Bonaccorsi.
Le indagini della Squadra Mobile sono partite dalla sparatoria avvenuta nell’aprile 2022 nei pressi del locale Ecs Dogana. La rissa sarebbe scoppiata dopo che alcuni giovani ritenuti vicini al clan Mazzei avrebbero impedito a un cantante neomelodico, parente di un esponente dei Cappello-Bonaccorsi, di esibirsi insieme al rapper Tony Effe.
Gli accertamenti avrebbero successivamente fatto emergere una struttura organizzata e gerarchica, con ruoli distinti e piazze di spaccio attive al Villaggio Sant’Agata, a Librino e a San Cristoforo.
Dal giugno 2023 si sarebbero susseguiti diversi agguati armati riconducibili alla contrapposizione tra due fazioni interne al gruppo. Tra gli episodi ricostruiti figurano uno scontro a fuoco al Villaggio Sant’Agata e il danneggiamento di una palazzina a Camporotondo Etneo, raggiunta da numerosi proiettili anche di grosso calibro dopo una lite per un debito di 500 euro.
L’organizzazione avrebbe inoltre esteso i propri affari all’interno delle carceri siciliane, introducendo droga, telefoni cellulari e schede sim attraverso droni, corrispondenza e altri sistemi di occultamento.
Tra i destinatari delle misure figurano un avvocato catanese, ritenuto coinvolto nell’introduzione di droga nel carcere di Agrigento, e un dirigente medico in servizio nell’istituto penitenziario di Noto. Quest’ultimo sarebbe stato utilizzato per tentare di consegnare stupefacenti e sim nascosti in palloncini contenenti pesce e carne.
Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati crack, cocaina, hashish, marijuana, materiale per il confezionamento, munizioni, telefoni, sim e un drone.
Le indagini, avviate nel 2022 e concluse nel 2024, sono state coordinate dalla Procura distrettuale di Catania. Alla fase esecutiva hanno partecipato anche il Servizio centrale operativo, i Reparti prevenzione crimine, la Polizia scientifica, un’unità cinofila e un elicottero.






