10 Luglio 2026

Catania, nasce “Moda Operandi” in un bene confiscato

Catania, nasce “Moda Operandi” in un bene confiscato

Inaugurata a Catania “Moda Operandi”, sartoria sociale e hub di inclusione per donne vulnerabili in un immobile confiscato alla mafia


Un bene confiscato alla mafia diventa uno spazio di libertà, lavoro e riscatto per donne in condizioni di vulnerabilità. È stato inaugurato a Catania “Moda Operandi”, sartoria sociale e hub di inclusione ospitato in via Pietra dell’Ova 137.

Il progetto nasce all’interno di una palazzina confiscata alla criminalità organizzata, completamente riqualificata, arredata e trasformata in un luogo destinato all’autonomia economica e sociale di donne che vivono situazioni di marginalità. Particolare attenzione sarà rivolta a migranti, vittime di violenza, tratta o sfruttamento.



L’iniziativa è finanziata con fondi comunitari Pon Metro Plus 2021-2027 nell’ambito del “Progetto SCIA” promosso dall’Amministrazione comunale di Catania.

Il percorso prevede l’accompagnamento di 30 donne, 10 per ogni anno, con l’obiettivo di favorire anche la nascita di un massimo di 10 nuove imprese. Le partecipanti seguiranno un corso di taglio e cucito di 120 ore, laboratori creativi, attività di modellistica, riuso dei tessuti e un programma di supporto alla creazione d’impresa. Prevista anche un’area giochi per i minori, a supporto delle mamme coinvolte.

Per il sindaco Enrico Trantino, restituire alla collettività un immobile sottratto alla mafia e trasformarlo in un presidio di legalità e lavoro rappresenta una risposta concreta delle istituzioni. L’obiettivo, ha sottolineato, è offrire non assistenzialismo, ma strumenti per costruire un futuro libero e autonomo.

L’assessora ai Servizi sociali Serena Spoto ha evidenziato il valore dello spazio come luogo protetto, prima ancora che professionale. Secondo Spoto, solo attraverso l’indipendenza economica è possibile liberarsi da soprusi e dipendenze.

Il progetto vede l’associazione Penelope come ente attuatore unico, con il supporto delle sartorie sociali Midulla e Fieri, del terzo settore impegnato nel contrasto alla violenza di genere e della CNA Catania con lo Sportello “Crea Impresa”.

Il presidente di Penelope, Giuseppe Bucalo, ha sottolineato il valore della co-progettazione e del modello di casa-laboratorio basato su lavoro fra pari e auto-mutuo-aiuto, affinché le donne coinvolte diventino soggetti attivi di diritti e cittadinanza.

La vicepresidente di CNA Catania, Luana Meli, ha rimarcato l’importanza di una rete stabile tra istituzioni, terzo settore e sistema imprenditoriale per trasformare talenti e competenze in opportunità concrete di impresa e autonomia economica.

All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti istituzionali, del mondo delle professioni, del terzo settore e delle organizzazioni sociali.

redazione

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