07 Luglio 2026
San Cristoforo ricorda i “4 Picciriddi”

A Catania, nella Città dei Ragazzi di San Cristoforo, l’evento “Memoria che diventa Responsabilità” per ricordare i quattro adolescenti uccisi 50 anni fa e rilanciare l’impegno educativo nel quartiere
Cinquant’anni dopo la tragica uccisione dei quattro adolescenti di San Cristoforo, ricordati come i “4 Picciriddi”, Catania si è ritrovata per trasformare il ricordo di una tragedia in un impegno concreto a favore delle nuove generazioni.
Nella sede della Città dei Ragazzi, nel cuore di San Cristoforo, si è svolto l’evento “Memoria che diventa Responsabilità”, promosso dal Patto Educativo Territoriale e di Sviluppo Sociale della Comunità di San Cristoforo.
L’iniziativa è stata organizzata in occasione del 50° anniversario della scomparsa dei quattro giovani vittime di mafia e del primo anniversario della sottoscrizione del Patto Educativo di Comunità.
Un momento di memoria, ma anche di riflessione sul presente e sul futuro del quartiere, con l’obiettivo di rilanciare il ruolo dell’educazione, della partecipazione e della responsabilità collettiva come strumenti di riscatto sociale.
All’evento ha preso parte anche il sindaco di Catania, Enrico Trantino, che ha rivolto un sentito incoraggiamento alla comunità presente.
“Parliamo di una cultura della sopraffazione, della prepotenza e dell’arroganza – ha detto il sindaco –. Non è una cultura che appartiene soltanto a coloro che imbracciano le armi per conseguire propositi illeciti, ma riguarda chiunque di noi possa credere che il potere si eserciti per ottenere vantaggi personali e benefici”.
Secondo Trantino, non è questo il modello che deve alimentare una città che crede in se stessa e che vuole cambiare la propria statura e la propria posizione.
“Tante cose sono state fatte, tante cose vengono fatte – ha aggiunto –. Persino il Governatore della Banca d’Italia afferma che finalmente è possibile fare imprenditoria pulita a Catania. Ma la città ha bisogno di simboli, ha bisogno di credere in qualcosa che rafforzi la nostra convinzione che Catania può davvero essere diversa dal passato”.
Il primo cittadino ha poi richiamato la necessità di chiudere definitivamente con il vecchio modo di intendere il rapporto con la città, basato su comparaggi, collateralità e fiancheggiamenti.
“Tutto ciò deve finire – ha affermato –. Altrimenti smetteremmo di credere in noi stessi. Da questa zona, dalla Città dei Ragazzi, da questa opera inaugurata e dalle creazioni dei nostri giovani, nasce un nuovo segnale per il futuro”.
Trantino ha sottolineato il desiderio di riscatto di San Cristoforo e del quartiere Angeli Custodi, evidenziando il lavoro svolto dalle associazioni del terzo settore e dalle realtà impegnate sul territorio.
“San Cristoforo e il quartiere degli Angeli Custodi desiderano riscattarsi e riprendere il proprio cammino – ha concluso –. Stanno compiendo un lavoro importantissimo grazie alle associazioni del terzo settore. È una città che si basa sempre più sulla concentrazione di forze sane, capaci di provare a essere diversa da quella di ieri”.
L’evento ha rappresentato così un passaggio simbolico e concreto: ricordare i “4 Picciriddi” non soltanto come vittime innocenti, ma come memoria viva da trasformare in responsabilità educativa, impegno civile e presenza quotidiana accanto ai giovani del quartiere.
A cinquant’anni da quella tragedia, San Cristoforo prova a riaffermare il proprio diritto al futuro, scegliendo la strada della comunità, della cultura, dell’educazione e della legalità.






