07 Luglio 2026
Chiama il 112 mentre viene aggredita: arrestato compagno

Una donna è riuscita a chiamare il 112 durante l’aggressione del compagno. Decisivo l’intervento dei Carabinieri di Riposto: arrestato un 38enne per atti persecutori e rapina
Una telefonata al 112, interrotta tra urla e richieste di aiuto, ha consentito ai Carabinieri di mettere in salvo una giovane donna vittima di una violenta aggressione e di arrestare il presunto responsabile.
L’intervento è stato coordinato dalla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Giarre e ha visto impegnati i militari della Stazione di Riposto, che hanno ricostruito in tempo reale gli spostamenti della vittima, riuscendo a garantirle protezione e assistenza.
A finire in carcere è stato un 38enne residente a Riposto, ritenuto gravemente indiziato dei reati di atti persecutori e rapina, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
L’allarme è scattato quando al Numero Unico di Emergenza 112 è arrivata una telefonata durante la quale l’operatore ha sentito le disperate richieste di aiuto di una donna e rumori riconducibili a un’aggressione in corso.
Poco dopo, la comunicazione è stata interrotta. Nei successivi tentativi di ricontatto, un uomo avrebbe cercato di rassicurare l’operatore, sostenendo che non vi fosse alcun problema. La Centrale Operativa, però, ha intuito la gravità della situazione e ha inviato immediatamente una pattuglia all’abitazione da cui proveniva la chiamata.
Arrivati sul posto, i Carabinieri hanno trovato un uomo all’esterno dell’abitazione. Pur apparendo tranquillo, le sue dichiarazioni non hanno convinto i militari, che hanno proseguito gli accertamenti e le ricerche della donna.
Nel frattempo è emerso che la vittima era riuscita a raggiungere la stazione ferroviaria di Giarre e a salire su un treno diretto ad Acireale. I Carabinieri hanno quindi attivato tempestivamente i soccorsi sanitari che, con il supporto del personale del “Codice Rosa”, l’hanno raggiunta e accompagnata in ospedale.
In un ambiente protetto, dopo le prime cure, la donna ha potuto raccontare quanto accaduto. Ha riferito di essere stata vittima, nel tempo, di ripetute condotte violente e vessatorie, sia fisiche sia psicologiche, culminate nell’ultima aggressione.
Secondo quanto ricostruito dai militari, durante l’episodio la donna sarebbe stata colpita, strattonata e afferrata al collo mentre tentava di chiedere aiuto. L’uomo si sarebbe poi impossessato del suo telefono, interrompendo la chiamata al 112 e cercando di rassicurare l’operatore. Si sarebbe inoltre impossessato della sua autovettura, costringendo la vittima a prendere il treno per raggiungere l’ospedale di Acireale.
L’attività investigativa svolta nell’immediatezza ha permesso ai Carabinieri di raccogliere diversi riscontri alle dichiarazioni della donna. Fondamentale è risultata anche l’acquisizione della registrazione della telefonata al 112, nella quale sarebbero percepibili le richieste di aiuto della vittima e il successivo tentativo dell’uomo di interrompere l’intervento delle forze dell’ordine.
Sulla base degli elementi raccolti, da verificare in sede giurisdizionale, i Carabinieri hanno arrestato il 38enne. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato condotto nella Casa Circondariale di Catania.
L’episodio conferma l’importanza di chiamare tempestivamente il 112 anche quando non si riesce a parlare. In situazioni di emergenza, ogni rumore, ogni voce o anche il silenzio possono diventare elementi decisivi per consentire alle forze dell’ordine di comprendere la gravità dei fatti e intervenire rapidamente.
La sinergia tra Centrale Operativa, pattuglie sul territorio e personale sanitario si conferma uno strumento fondamentale per proteggere le vittime di violenza e impedire che episodi di maltrattamento possano degenerare in conseguenze ancora più gravi.






