07 Luglio 2026
Caos voli, a Palermo passeggeri trattati come bestiame

La testimonianza di Salvo Di Salvo dopo il volo dirottato da Catania a Palermo per l’emergenza Etna: passeggeri in attesa, pochi pullman, assenza di informazioni e forti disagi
di Salvo Di Salvo
La scorsa notte ho vissuto una disavventura che non avrei mai immaginato di dover affrontare nel 2026.
Il mio volo di rientro per Catania è stato dirottato a Palermo. Atterrati all’una di notte, ci siamo ritrovati catapultati in uno scenario che definire surreale è poco: centinaia di persone ammassate nel piazzale antistante l’aeroporto, sedute sui marciapiedi, senza informazioni, senza assistenza e senza alcuna organizzazione. Anziani, persone con disabilità, famiglie con bambini piccoli, tutti accomunati dalla stessa incertezza.
Ho cercato di noleggiare un’auto, ma gli autonoleggi erano già chiusi. Ho provato a trovare un taxi, ma non ce n’era uno disponibile. Nel frattempo c’era chi approfittava della disperazione dei passeggeri: alcuni privati offrivano passaggi fino a Catania chiedendo 300 euro, speculando vergognosamente sull’emergenza.
Dopo interminabili ore di attesa, intorno alle due di notte sono arrivati appena quattro pullman. Da quel momento è iniziata una scena indegna di un Paese civile: spinte, urla, tensione, persone che cercavano disperatamente di salire a bordo senza sapere se e quando sarebbe arrivato un altro mezzo. Anch’io, stremato dalla stanchezza e dall’incertezza, mi sono ritrovato coinvolto in quella vergognosa corsa al posto disponibile. Una vera lotta per la sopravvivenza, mentre centinaia di persone restavano ancora nel piazzale, senza alcuna certezza sui tempi di rientro.
Quello che ho visto è il simbolo di un modo di gestire i servizi pubblici che non può più essere accettato. Era dovere della governance degli aeroporti di Catania e Palermo, insieme alle compagnie aeree e agli enti competenti, predisporre un piano di emergenza serio, organizzando i trasferimenti in base ai numeri dei voli e garantendo un numero di pullman adeguato ai passeggeri. Non si possono trattare le persone come bestiame.
Ancora più grave è il fatto che siano stati smentiti i rassicuranti annunci della Regione Siciliana, che aveva dichiarato di aver predisposto un piano straordinario con pullman AST e un potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Palermo e Catania. La realtà vissuta dai passeggeri è stata completamente diversa.
È inaccettabile che una regione che ambisce a essere moderna non sia in grado di gestire un’emergenza prevedibile. Sarebbe bastato predisporre un piano straordinario utilizzando gli aeroporti di Palermo e Comiso come hub alternativi, garantendo però mezzi di trasporto sufficienti e un coordinamento efficace.
Quanto accaduto non è stato un semplice disservizio. È stata la dimostrazione di una grave incapacità di pianificare e governare il bene pubblico. E poi ci si sorprende se la fiducia dei cittadini nelle istituzioni continua a diminuire.
La Sicilia merita molto di più. I siciliani, e tutti coloro che arrivano nella nostra terra, meritano rispetto, organizzazione e dignità. Non scene che ricordano un’emergenza umanitaria, ma un servizio pubblico all’altezza di un Paese civile.






