06 Luglio 2026
Ognina, il Comitato: “Si sgomberi il porto”

Il Comitato “Ognina non si vende” interviene dopo la perdita della concessione demaniale aggiuntiva da parte de La Tortuga e chiede il ripristino dell’area, nuovi accertamenti e un incontro con la Capitaneria di Porto
La recente decisione amministrativa che comporta la perdita della concessione demaniale aggiuntiva da parte della società La Tortuga viene accolta dal Comitato cittadino “Ognina non si vende” come una conferma delle ragioni sostenute negli ultimi anni nella battaglia per la tutela del porticciolo storico di Ognina.
La vicenda nasce dalla decisione dell’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente che, facendo seguito alla pronuncia del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, ha disposto il rinnovo integrale del procedimento relativo all’ampliamento della concessione demaniale. Il tutto anche alla luce della valutazione in corso sull’eventuale apposizione di un vincolo paesaggistico sull’antico “Porto Ulisse”, risalente all’VIII secolo avanti Cristo.
Per il Comitato si tratta di un passaggio particolarmente significativo, perché dimostrerebbe come le criticità evidenziate negli anni meritassero un approfondimento molto più attento prima del rilascio della concessione.
Alla luce della nuova situazione giuridica, il Comitato “Ognina non si vende” chiede che vengano avviate immediatamente tutte le procedure necessarie per la rimozione delle opere realizzate nell’area interessata dalla concessione decaduta e per il ripristino delle condizioni originarie del porto.
Secondo il Comitato, il porticciolo storico deve tornare a essere un bene pubblico pienamente fruibile dalla collettività, nel rispetto delle norme demaniali, ambientali e di sicurezza della navigazione.
Il Comitato ricorda inoltre di avere depositato già la scorsa estate un articolato esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Catania. Nell’atto, secondo quanto riferito dai promotori, venivano segnalate presunte criticità in materia di sicurezza della navigazione marittima e portuale, presunte violazioni della normativa ambientale, ipotesi di danno ambientale e ulteriori profili ritenuti meritevoli di approfondimento investigativo.
Ad oggi, sostiene il Comitato, non sarebbe pervenuta alcuna comunicazione relativa a un’eventuale richiesta di archiviazione né risulterebbero note determinazioni definitive sull’esposto presentato.
Per questo motivo il Comitato annuncia che nei prossimi giorni provvederà a ripresentare integralmente la denuncia, chiedendo nuovamente che vengano svolti tutti gli accertamenti ritenuti necessari. Secondo i promotori dell’iniziativa, il tempo trascorso senza comunicazioni ufficiali rende opportuno verificare lo stato effettivo del procedimento.
Il Comitato sottolinea inoltre di guardare con fiducia all’operato del nuovo Procuratore della Repubblica di Catania, Francesco Curcio.
“Ci auguriamo – dichiarano i rappresentanti del Comitato – che sotto la nuova guida della Procura possa consolidarsi un rapporto ancora più diretto con i cittadini e che ogni denuncia venga valutata con il massimo approfondimento, nel pieno rispetto dei principi di legalità e dell’obbligatorietà dell’azione penale”.
Il Comitato evidenzia come numerosi cittadini, negli anni passati, abbiano maturato la percezione che molte segnalazioni siano state archiviate senza adeguati approfondimenti investigativi, auspicando che ogni valutazione venga svolta esclusivamente sulla base degli elementi oggettivi raccolti nel corso delle indagini.
Contestualmente, il Comitato “Ognina non si vende”, insieme all’associazione dei consumatori Consitalia, annuncia l’organizzazione di una manifestazione pubblica davanti alla Capitaneria di Porto di Catania.
L’iniziativa avrà due obiettivi principali: chiedere lo sgombero dell’area interessata dalla concessione non più efficace, nel rispetto delle determinazioni amministrative e giudiziarie, e sollecitare un incontro ufficiale con il Comandante della Capitaneria di Porto per rappresentare le criticità che, secondo il Comitato, riguardano la sicurezza della navigazione, l’organizzazione degli spazi portuali e la tutela dell’ambiente marino.
Secondo gli organizzatori, alcune segnalazioni avrebbero trovato un primo riscontro operativo negli ultimi giorni, ma permarrebbero numerose problematiche che richiederebbero interventi strutturali.
Per il Comitato, la vicenda rappresenta anche un’occasione per ripensare il futuro del porticciolo di Ognina.
“Non si tratta di una battaglia contro operatori economici o imprenditori – conclude il Comitato – ma della difesa di un bene pubblico, storico e identitario della città di Catania. Il porto di Ognina appartiene alla collettività e deve essere gestito garantendo legalità, trasparenza, sicurezza della navigazione, tutela ambientale e pari opportunità di utilizzo per tutti i cittadini”.
Il Comitato annuncia infine che continuerà a vigilare sull’evoluzione della vicenda amministrativa e giudiziaria, riservandosi ulteriori iniziative istituzionali qualora lo ritenga necessario per la tutela dell’interesse pubblico.






