06 Luglio 2026

Cisal e e Legea: fusione tra Sac e Sac Service prima della vendita

Cisal e e Legea: fusione tra Sac e Sac Service prima della vendita

CISAL Catania e LEGEA intervengono sulla privatizzazione dell’aeroporto di Catania e richiamano l’attenzione sulla fusione per incorporazione tra SAC S.p.A. e SAC Service

Nel dibattito sulla privatizzazione dell’aeroporto di Catania entra anche il tema della fusione per incorporazione tra SAC S.p.A. e SAC Service. A richiamare l’attenzione sull’operazione sono CISAL Catania e LEGEA, attraverso una nota firmata da Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale CISAL Catania, e Sandro Barbagallo, segretario provinciale LEGEA.

Secondo le due sigle sindacali, la fusione rappresenta un passaggio societario di rilievo strategico, spesso rimasto ai margini del confronto pubblico sulla cessione delle quote della società di gestione dello scalo etneo.



Con la ricezione delle manifestazioni di interesse, la compagine sociale di SAC S.p.A. sarà chiamata in sede assembleare a definire la quota effettiva da cedere. La società è attualmente partecipata dalla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, che detiene il 60,64%, dalla Città Metropolitana di Catania, dal Libero Consorzio Comunale di Siracusa e dall’IRSAP, con il 12,12% ciascuno, dal Comune di Catania con il 2,02% e dal Comune di Comiso con lo 0,96%. Le indiscrezioni più recenti, ricordano CISAL e LEGEA, indicano una possibile cessione compresa tra il 51% e il 61%.

In questo quadro, per i sindacati, presentarsi all’appuntamento con la privatizzazione con un assetto societario più solido, snello ed efficiente non sarebbe un semplice dettaglio tecnico, ma una condizione utile a rafforzare il valore dell’infrastruttura aeroportuale, le prospettive occupazionali e lo sviluppo del territorio.

CISAL Catania e LEGEA evidenziano innanzitutto il tema della razionalizzazione e della solidità patrimoniale. La fusione, secondo la loro posizione, consentirebbe di ridurre i costi gestionali e amministrativi e di consolidare il patrimonio netto in un unico soggetto, più solido e competitivo sul mercato.

Un altro elemento richiamato riguarda la neutralità fiscale dell’operazione. Dal punto di vista tributario, la fusione viene indicata come fiscalmente neutrale e potenzialmente utile, nei limiti previsti dalla normativa, anche per compensare eventuali perdite fiscali pregresse e unificare la strategia industriale del gruppo.

Le due sigle sottolineano inoltre la possibile riduzione dei costi di struttura. Con l’incorporazione verrebbero meno i costi legati alla gestione di un’entità giuridica autonoma: contabilità separata, bilanci distinti, organi di controllo e compensi degli amministratori.

La fusione, sempre secondo CISAL e LEGEA, permetterebbe anche di generare sinergie operative, centralizzando il potere decisionale e ottimizzando l’impiego delle risorse umane e commerciali, con l’obiettivo di eliminare duplicazioni e rendere più efficiente l’organizzazione.

Infine, viene evidenziato il tema della maggiore massa critica. Un patrimonio netto più ampio e consolidato rafforzerebbe l’affidabilità creditizia della società nei confronti di banche e fornitori, un aspetto ritenuto non secondario in vista dell’ingresso di un nuovo socio privato.

Per CISAL Catania e LEGEA, dunque, la fusione tra SAC S.p.A. e SAC Service dovrebbe essere considerata parte integrante della riflessione sulla privatizzazione dell’aeroporto di Catania. Un passaggio che, nella loro valutazione, può contribuire a rendere più forte e competitivo il sistema aeroportuale etneo prima dell’apertura al capitale privato.

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redazione

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