05 Luglio 2026
Etna, emissione di cenere dalla Voragine

L’INGV Osservatorio Etneo segnala emissioni di cenere dal cratere Voragine dell’Etna, con nube eruttiva alta circa 1,5 km e dispersione verso Sud
Etna, emissione di cenere dalla Voragine: nube eruttiva verso Sud
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dalle 5.45 UTC circa sono iniziate emissioni di cenere dalla bocca situata sull’alto fianco orientale del cratere Voragine dell’Etna.
L’attività si è intensificata intorno alle 6.45 UTC, generando una nube eruttiva alta circa 1,5 chilometri sopra la cima del vulcano e diretta verso i settori Sud e Sud-Sud-Est. I modelli previsionali, basati sui dati meteorologici, indicano una dispersione delle ceneri verso Sud nelle prossime ore.
Negli ultimi giorni era proseguita l’attività stromboliana alla bocca sul fianco della Voragine, mentre l’attività effusiva prodotta dalla bocca posta a quota 3030 metri sul livello del mare, iniziata il 26 giugno, si era gradualmente esaurita fino a terminare nella giornata del 4 luglio.
Durante la notte tra il 2 e il 3 luglio si era formato anche un secondo piccolo flusso lavico da un punto situato tra la bocca in attività stromboliana e quella effusiva. Il flusso ha percorso poco più di un centinaio di metri prima di arrestarsi nella mattinata del 3 luglio.
L’ampiezza media del tremore vulcanico resta nel campo dei valori alti e mostra una costante tendenza all’incremento. A partire da ieri, questa tendenza è stata caratterizzata da forti fluttuazioni, diventate più ampie nelle ultime ore. Alle 6.30 UTC è stato registrato il valore massimo di ampiezza del tremore relativo a questo episodio eruttivo.
Il centroide delle sorgenti del tremore resta localizzato nell’area del cratere Voragine, a circa 3000 metri sopra il livello medio del mare.
L’attività infrasonica si attesta attualmente su un livello basso per numero di eventi ed energia rilasciata, ma nelle ultime ore ha mostrato periodi di intensa attività, raggiungendo livelli molto alti. Le sorgenti sono localizzate nell’area del cratere Voragine, mentre nelle scorse ore è stata osservata anche una debole attività al Cratere di Nord-Est.
Le reti di monitoraggio delle deformazioni non rilevano al momento variazioni significative. L’INGV segnala tuttavia variazioni dalla stazione clinometrica sommitale ECPN e dalla stazione dilatometrica DRUV a partire dalle 5.45 UTC.






