05 Luglio 2026

Belpasso, Controcorrente–Faro 1: “Basta veleni e volantini”

Belpasso, Controcorrente–Faro 1: “Basta veleni e volantini”

Il gruppo Belpasso Controcorrente–Faro 1 interviene nel dibattito politico cittadino e invita le forze politiche ad aprire una stagione di confronto su bilancio, urbanistica, servizi e sviluppo

A Belpasso il clima politico si fa sempre più acceso. Tra volantini anonimi, comunicati duri, accuse reciproche e polemiche quotidiane, il gruppo Belpasso Controcorrente – Faro 1, espressione locale del movimento politico fondato da Ismaele La Vardera, interviene per chiedere un cambio di passo nel dibattito pubblico cittadino.

A prendere posizione è Enzo Victorio Bellia, socio del gruppo di Belpasso, che invita la politica locale a uscire dalla logica dello scontro permanente.



“C’è un momento, nella vita di ogni comunità, in cui bisogna fermarsi e chiedersi quale direzione stia prendendo il dibattito pubblico. A Belpasso questo momento è arrivato”, afferma Bellia.

Il riferimento è al clima delle ultime settimane, segnato da volantini anonimi, comunicati contrapposti e toni sempre più aspri tra le diverse parti politiche.

“Da settimane assistiamo a uno spettacolo che non rende onore alla nostra città. Da una parte volantini anonimi, dall’altra comunicati dai toni sempre più duri, accuse reciproche, polemiche quotidiane e una contrapposizione che sembra avere come unico obiettivo quello di delegittimare l’avversario. È il tempo dei volantini. Ma è soprattutto il tempo dei veleni”.

Belpasso Controcorrente – Faro 1 chiarisce di non voler entrare in questa spirale.

“La politica non può ridursi a una gara di comunicati o a una guerra combattuta sui social network. La politica deve tornare ad essere il luogo delle idee, del confronto e della responsabilità”.

Nel suo intervento Bellia richiama anche il recente comunicato del Partito Democratico di Belpasso, che ha sollevato critiche nei confronti dell’Amministrazione comunale su bilancio, scuole, manutenzione delle strade, cultura, lavoratori comunali e riscossione dei tributi, sostenendo inoltre che il Consiglio comunale sarebbe paralizzato da una crisi politica interna.

“Sono temi importanti. Temi che meritano risposte. Non slogan. Non propaganda. Non tifoserie. Il nostro compito non è stabilire chi urla più forte. Il nostro compito è capire se Belpasso stia davvero affrontando problemi strutturali e, soprattutto, come risolverli”.

Secondo il gruppo, i cittadini sarebbero stanchi di una politica trasformata in arena permanente, fatta di accuse, scontri personali e cambi di posizione che non incidono realmente sul modo di amministrare.

“Belpasso ha bisogno di parlare del proprio futuro. Ha bisogno di discutere del Piano Urbanistico Generale. Ha bisogno di capire quale sviluppo economico immaginare nei prossimi vent’anni. Ha bisogno di valorizzare la zona industriale, sostenere il commercio locale, investire nei giovani, migliorare i servizi, rendere più efficiente la macchina amministrativa e programmare gli interventi sulle infrastrutture con una visione di lungo periodo”.

Per Bellia la politica non può vivere soltanto di emergenze. Servono programmazione, trasparenza e competenza.

“Noi non crediamo nella politica dell’insulto. Non crediamo nei volantini anonimi. Non crediamo nella delegittimazione personale. Chi ha qualcosa da denunciare lo faccia pubblicamente, assumendosene la responsabilità politica e, se necessario, anche giuridica. La trasparenza vale per tutti: per chi governa, per chi si oppone e per chi, come noi, intende costruire una proposta alternativa”.

Il gruppo rivendica il senso del proprio nome, spiegando che essere “Controcorrente” non significa essere contro qualcuno per principio, ma provare a rompere schemi consolidati e rimettere il cittadino al centro della vita amministrativa.

“Per troppi anni Belpasso ha vissuto dentro uno schema politico che ha visto alternarsi gli stessi protagonisti, le stesse alleanze e, spesso, gli stessi metodi. Non spetta a noi scrivere pagelle. Saranno i cittadini a giudicare. Ma crediamo che sia arrivato il momento di aprire una fase nuova”.

Una fase, secondo Belpasso Controcorrente – Faro 1, nella quale le competenze contino più delle appartenenze, chi amministra renda conto periodicamente dei risultati raggiunti e il bilancio comunale diventi uno strumento comprensibile ai cittadini.

“Ogni euro speso deve poter essere conosciuto, verificato e discusso pubblicamente. Noi immaginiamo una Belpasso diversa: una città che attragga investimenti, valorizzi il proprio patrimonio storico e culturale, sostenga le associazioni, investa nella manutenzione ordinaria prima ancora delle grandi opere e programmi gli interventi anziché rincorrere continuamente le emergenze”.

Da qui l’invito rivolto alle forze politiche, alle associazioni, ai comitati civici, agli ordini professionali, alle categorie produttive e ai cittadini interessati al bene comune: aprire una stagione di confronto pubblico sui principali temi della città.

“Non una passerella. Non un dibattito fatto di slogan. Ma tavoli pubblici su urbanistica, bilancio, servizi, ambiente, cultura, sviluppo economico e politiche sociali. È questo il cambiamento di cui Belpasso ha bisogno”.

Bellia conclude annunciando che il gruppo continuerà a svolgere il proprio ruolo con rispetto istituzionale, ma senza rinunciare alla fermezza.

“Saremo vigili. Saremo propositivi. Saremo, soprattutto, liberi. Liberi da appartenenze che condizionano il giudizio. Liberi da interessi personali. Liberi di dire ciò che riteniamo giusto nell’interesse esclusivo della comunità”.

E chiude con una frase che sintetizza il senso dell’intervento: “I volantini, prima o poi, finiscono dimenticati. I veleni lasciano ferite. Le idee, invece, possono costruire il futuro”.

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redazione

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