03 Luglio 2026

La sfiducia a Caputo verrà da lontano. Paparo: “Crisi interna a FdI”

La sfiducia a Caputo verrà da lontano. Paparo: “Crisi interna a FdI”

Belpasso, Andrea Paparo entra nel cuore della crisi politica: sfiducia entro luglio o nuovi equilibri? La partita, però, potrebbe decidersi lontano dal Consiglio comunale

La crisi politica al Comune di Belpasso entra in una fase sempre più delicata. Dopo le tensioni interne alla maggioranza che sostiene il sindaco Carlo Caputo e il progressivo spostamento degli equilibri in Consiglio comunale, il tema della possibile mozione di sfiducia resta al centro del confronto politico cittadino.

A intervenire è Andrea Paparo, consigliere comunale di Forza Italia, che analizza lo scenario attuale, il ruolo dell’opposizione e i passaggi necessari prima di arrivare a una decisione definitiva. Il punto di partenza è il rischio di un eventuale commissariamento del Comune, nel caso in cui la sfiducia dovesse andare in porto.



Paparo: “Mai dato sostegno fiduciario a Caputo”

Paparo non nasconde la delicatezza della questione. “Sicuramente non credo che i cittadini abbiano votato tre anni fa per avere dopo un po’ di tempo un commissario”, afferma. “Tuttavia – secondo il consigliere – le responsabilità politiche dell’attuale situazione non possono essere attribuite all’opposizione, ma vanno ricercate in chi ha determinato la rottura della maggioranza uscita dalle urne”.

Il rappresentante di Forza Italia rivendica con chiarezza il ruolo svolto fin dall’inizio del mandato. “I sei di opposizione, Forza Italia compresa, sono stati sempre opposizione rispetto a questa maggioranza, a questa amministrazione e a questo sindaco”, spiega Paparo, sottolineando come le forze dell’allora minoranza non abbiano mai garantito sostegno fiduciario all’amministrazione Caputo.

Per Paparo, dunque, la crisi nasce dentro la maggioranza e “non può essere scaricata su chi, sin dal primo giorno, si è collocato all’opposizione“. Il consigliere parla di una fase politica che rischia di paralizzare il Comune e di ridurre il confronto pubblico a un continuo scontro privo di utilità concreta per la città.

Secondo Paparo, Belpasso avrebbe bisogno di un “reset” politico, capace di superare una condizione di stallo che si trascina ormai da settimane, se non da mesi. A suo giudizio, “mantenere in vita l’attuale assetto amministrativo potrebbe essere meno utile rispetto a una scelta netta, qualora non vi fossero più le condizioni per governare“.

Lo scontro Caputo-Zitelli e i nuovi equilibri in Aula

Il nodo centrale resta il rapporto tra il sindaco Carlo Caputo e l’area politica riconducibile all’onorevole Giuseppe Zitelli, il primo lombardiano della prima ora, entrambi musumeciani ed ex di Diventerà Bellissima.  Paparo riconosce che la crisi abbia oggi “un nome e cognome”, ma aggiunge che il punto politico non cambia: “se la maggioranza non esiste più, il Consiglio comunale deve prendere atto della nuova situazione“.

Il consigliere ricorda anche l’impostazione data dal sindaco all’inizio della consiliatura. Secondo Paparo, Caputo avrebbe marcato fin dalla prima seduta una distinzione netta tra maggioranza e minoranza. Proprio per questo, osserva, oggi non si può chiedere all’opposizione di farsi carico della ricomposizione di una frattura che riguarda altri.

Se tu ora non hai più maggioranza, a prescindere dal motivo, perché non possiamo cogliere l’occasione di ridare la parola ai cittadini?”, è il ragionamento politico espresso dal consigliere.

Paparo respinge anche l’idea che l’opposizione, oggi maggioranza in Aula, debba essere chiamata a ricucire lo strappo. Per il consigliere di Forza Italia, eventuali tentativi di ricomposizione devono avvenire innanzitutto tra il sindaco e le forze che originariamente sostenevano la sua amministrazione. “Caputo, per ricucire lo strappo, lo deve fare con chi era originariamente con lui, quindi non con noi”, afferma.

Allo stesso tempo, Paparo precisa di non essere contrario al dialogo istituzionale. “La minoranza – spiega – continuerà a presentare proposte e a valutare gli atti nell’interesse della collettività. Ma il dialogo, secondo il consigliere, non può essere invocato solo nel momento in cui il sindaco non dispone più dei numeri necessari”, ed in ogni caso “Caputo non potrà essere l’ariete o il fronte di questo dialogo“.

Come e se si arriverà alla sfiducia di Caputo

Il percorso verso una possibile sfiducia, però, non è automatico. Paparo chiarisce che prima dovranno essere compiuti diversi passaggi politici. Il primo sarà interno a Forza Italia, nel confronto con il gruppo, i coordinatori e i riferimenti politici del partito: Marco Falcone, Salvo Tomarchio,  Salvo Marasà.  “Solo successivamente – spiega – si aprirà una fase di interlocuzione con gli alleati storici e con la componente che oggi si è avvicinata alla minoranza”.

La decisione finale arriverà soltanto dopo questi confronti. L’esito potrà essere la presentazione della mozione di sfiducia entro luglio oppure la scelta di non procedere, aprendo così la strada ad altri scenari politici, come una nuova maggioranza, un accordo più largo o un diverso assetto consiliare fino alla fine del mandato“, continua Paparo

Paparo auspica comunque tempi rapidi. Secondo il consigliere, prolungare l’incertezza non sarebbe utile né alla cittadinanza né al Consiglio comunale. “Se si deve fare qualcosa, la si faccia, ci vuole coraggio”, sostiene.

Il messaggio politico è chiaro: Forza Italia e l’opposizione non intendono farsi carico delle responsabilità della crisi, ma sono pronte a valutare fino in fondo gli strumenti previsti dalla politica e dalle istituzioni. Sullo sfondo resta il futuro amministrativo di Belpasso, sospeso tra l’ipotesi di una sfiducia entro luglio e la possibilità di nuovi equilibri consiliari.

La partita, dunque, resta aperta. Ma per Paparo una cosa è certa: la crisi non può restare indefinita. Servono chiarezza, passaggi politici formali e una decisione capace di restituire al Comune una prospettiva amministrativa stabile.

I due piani della possibile sfiducia

Resta quindi un dato politico di fondo: la possibile sfiducia non dipenderà soltanto dai numeri presenti in aula. Come lascia intendere lo stesso Paparo, prima di arrivare a una decisione serviranno passaggi interni ai partiti, confronti con gli alleati e valutazioni che andranno oltre il perimetro del Consiglio comunale.

Per questo la crisi di Belpasso appare destinata a giocarsi su due piani: quello istituzionale, con l’eventuale mozione di sfiducia, e quello politico, con i tavoli provinciali e regionali chiamati a misurare conseguenze, opportunità e tenuta degli equilibri. La parola finale, dunque, potrebbe arrivare solo dopo un confronto più ampio dentro il centrodestra.

 

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.