01 Luglio 2026
Sparatoria a San Giovanni Galermo, fermato il commando

Catania, la Polizia di Stato ha fermato sei persone per la sparatoria dell’11 giugno a San Giovanni Galermo: quattro rintracciate a Floridia e due a Catania
La Polizia di Stato di Catania, su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica, ha eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di sei persone nell’ambito delle indagini sulla sparatoria avvenuta la sera dell’11 giugno nel quartiere San Giovanni Galermo.
Cinque soggetti sono ritenuti gravemente indiziati, sulla base degli elementi raccolti e ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, di tentato omicidio, porto abusivo di armi e munizioni, con l’aggravante di avere commesso il fatto al fine di agevolare il clan Cappello-Bonaccorsi.
Un sesto soggetto è stato invece fermato per favoreggiamento aggravato.
I nomi dei fermati non sono stati resi noti nella comunicazione diffusa dagli investigatori. Quattro dei destinatari del provvedimento sono stati rintracciati a Floridia, in provincia di Siracusa, all’interno di una struttura ricettiva. Altri due sono stati bloccati a Catania: uno nell’abitazione della compagna, l’altro in strada.
All’esito delle udienze di convalida, i Giudici per le Indagini Preliminari competenti hanno convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per i cinque presunti componenti del commando. Per il sesto destinatario, fermato per favoreggiamento aggravato, il provvedimento non è stato convalidato, ma è stata applicata la misura degli arresti domiciliari, essendo stata riconosciuta la sussistenza di gravi indizi per favoreggiamento semplice.
La sparatoria dell’11 giugno
I fatti risalgono alla sera dell’11 giugno 2026. Intorno alle 23.49, personale della Polizia di Stato è intervenuto nel quartiere San Giovanni Galermo dopo la segnalazione dell’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco.
Sul posto non erano più presenti i soggetti coinvolti, ma gli agenti hanno recuperato numerosi bossoli nei pressi di un chiosco e una pistola vicino a un campetto di calcio.
Poco dopo, i sanitari del Policlinico hanno riferito che si erano presentati tre minorenni feriti da colpi d’arma da fuoco in diverse parti del corpo. Uno di loro, in condizioni più gravi, risulta tuttora ricoverato all’ospedale Cannizzaro.
Durante il sopralluogo sono stati trovati anche alcuni scooter, uno dei quali presentava un foro compatibile con l’impatto di un proiettile.
Negli stessi momenti, una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania ha intercettato in via San Paolo tre scooter con a bordo sei persone, travisate con passamontagna e con le targhe occultate.
Durante l’inseguimento di uno dei mezzi, il passeggero è caduto e si è disfatto di un oggetto, lanciandolo in un terreno. Si trattava di una pistola calibro 9×21 con colpo in canna, risultata rubata in abitazione.
L’uomo è stato trovato con indosso una protezione balistica artigianale, realizzata con libri, coperte e nastro isolante.
Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, un commando armato composto da sei persone su tre motocicli avrebbe raggiunto la zona del chiosco e aperto il fuoco contro alcuni giovani presenti nello spiazzo.
Dalle immagini di videosorveglianza sarebbe emerso anche che due giovani presenti in piazza, invece di fuggire, si sarebbero portati verso la strada armati di pistola e si sarebbero preparati allo scontro.
Uno dei due avrebbe esploso alcuni colpi in direzione dei soggetti a bordo degli scooter, venendo poi ferito e costretto ad abbandonare una pistola semiautomatica all’interno del parco. L’altro avrebbe cercato riparo dietro il chiosco, per poi sparare a sua volta verso i rivali dopo il loro passaggio.
Le indagini e i primi arresti
Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Catania, in raccordo con i Carabinieri della Compagnia di Gravina.
Già nell’immediatezza dei fatti era stato arrestato l’uomo che, durante la fuga, si era disfatto della pistola. È ritenuto gravemente indiziato di tentato omicidio premeditato in concorso, detenzione e porto di armi, ricettazione ed evasione, con l’aggravante di avere agito per agevolare il clan Cappello-Bonaccorsi.
Sempre nella notte del 12 giugno, l’analisi delle immagini ha permesso alla Squadra Mobile di identificare e arrestare anche il giovane minorenne che, dopo avere sparato contro i soggetti sugli scooter, era rimasto ferito ed era stato costretto ad abbandonare la pistola.
Dopo le dimissioni dall’ospedale, il minore è stato associato al Centro di Prima Accoglienza e, al termine dell’udienza di convalida, trasferito all’Istituto Penale per i Minorenni di Catania Bicocca.
Le ulteriori attività investigative, basate sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza, su comparazioni tecniche e su altri riscontri, hanno consentito di identificare anche il secondo soggetto che, secondo l’accusa, avrebbe sparato da dietro il chiosco.
L’uomo, resosi irreperibile dopo la sparatoria, è stato rintracciato dalla Squadra Mobile il 17 giugno a San Giovanni Galermo e condotto nel carcere di Catania Bicocca.
Il commando e la fuga tra Adrano, Siracusa, Giardini Naxos e Catania
Le successive indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale e svolte dalla III Sezione Investigativa “Reati contro la persona” della Squadra Mobile, hanno permesso di ricostruire un quadro ritenuto dagli investigatori particolarmente grave.
Secondo l’accusa, alla base del conflitto a fuoco vi sarebbe stata una fibrillazione interna a due diverse componenti del clan Cappello-Bonaccorsi, per motivi non ancora chiariti.
Attraverso escussioni testimoniali, intercettazioni telefoniche e ambientali e analisi del traffico telefonico, gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità dei restanti cinque presunti componenti del commando armato fuggiti dopo la sparatoria.
Secondo quanto ricostruito, dopo i fatti i componenti del gruppo si sarebbero nascosti in alloggi di fortuna, prima ad Adrano, poi a Siracusa, Giardini Naxos e Catania.
A supportarli durante la latitanza sarebbe stato un factotum catanese, anche lui raggiunto dal provvedimento di fermo.
Nel corso delle indagini sarebbe emerso anche il ruolo di un punto di riferimento detenuto in carcere, che avrebbe ordinato il sequestro di una persona non ancora identificata, indicando modalità operative che avrebbero previsto l’uso di dispositivi delle forze dell’ordine e parrucche per simulare un controllo di polizia.
Il blitz a Floridia e gli arresti a Catania
La sera del 25 giugno, intorno alle 21.30, i presunti componenti del commando si sarebbero spostati improvvisamente a Floridia, in provincia di Siracusa.
Gli approfondimenti tecnici, svolti anche con il supporto di personale specializzato del Servizio Centrale Operativo, hanno permesso di localizzare il gruppo in una struttura ricettiva all’ingresso della località siracusana.
Nella notte del 26 giugno, i poliziotti della Squadra Mobile hanno fatto irruzione nella struttura e hanno bloccato quattro componenti del commando.
Contemporaneamente, a Catania, sono stati catturati altri due destinatari della misura: uno nell’abitazione della compagna e l’altro, indicato come il factotum del gruppo, intercettato in strada.
Durante le perquisizioni domiciliari, nell’abitazione catanese di uno dei fermati è stata trovata sul comodino una pistola calibro 6,35, risultata rubata, munita di caricatore con cinque cartucce. Per questa condotta l’uomo è stato arrestato anche in flagranza per detenzione abusiva di arma comune da sparo.
Nell’ambito dell’operazione sono stati sequestrati anche uno dei tre scooter utilizzati la sera dell’11 giugno e i dispositivi telefonici in uso ai destinatari del provvedimento.
Al termine degli atti, i due soggetti rintracciati a Catania sono stati portati nel carcere di Bicocca, mentre i quattro fermati a Floridia sono stati trasferiti nella Casa Circondariale di Cavadonna, a Siracusa.






