29 Giugno 2026
Dehors, CNA Catania: “Sugli artigiani del cibo la politica ha perso un’occasione”

CNA Catania accoglie positivamente l’approvazione del Regolamento comunale sui dehors, uno strumento atteso da anni e necessario per garantire certezza agli operatori economici, regole uniformi per l’utilizzo dello spazio pubblico e maggiore qualità urbana
Nel corso dell’iter di approvazione sono stati introdotti alcuni miglioramenti significativi rispetto alla bozza originaria, anche grazie al confronto sviluppato in Commissione consiliare e con le organizzazioni di rappresentanza.
«In particolare apprezziamo la semplificazione delle procedure per le tipologie meno impattanti, l’introduzione di meccanismi premiali per i progetti di rigenerazione urbana e alcuni correttivi sul sistema sanzionatorio», affermano i vertici di CNA Catania che però evidenziano come «permangono alcune questioni che, a nostro avviso, non trovano ancora una soluzione pienamente soddisfacente. Restano,infatti, elevati gli oneri previsti per alcune tipologie di dehors, continuano a sussistere vincoli particolarmente stringenti nelle aree del centro storico e permane un impianto sanzionatorio che, pur migliorato, presenta ancora profili di rigidità. Ma la questione che riteniamo più rilevante è di natura politica e riguarda l’esclusione delle attività artigianali alimentari prive di somministrazione assistita. Il regolamento compie un importante passo avanti estendendo correttamente la disciplina a librerie e biblioteche, riconoscendo il valore culturale e sociale che queste attività svolgono nello spazio pubblico. Una scelta che condividiamo. Proprio per questo appare ancora più difficile comprendere la decisione di mantenere l’esclusione di gelaterie artigianali, pasticcerie, rosticcerie, panifici, gastronomie e, più in generale, delle attività artigianali di preparazione e vendita di prodotti alimentari destinati al consumo diretto.
Si tratta di imprese che rappresentano una componente fondamentale dell’identità economica, culturale e turistica della città e che, nonostante le proposte avanzate da CNA nel corso del confronto con il Consiglio comunale e con l’Amministrazione, restano escluse persino dalle forme più semplici di occupazione dello spazio esterno introdotte dal nuovo regolamento, riservate ancora una volta ai soli soggetti già ammessi.
«Non chiedevamo di equiparare un laboratorio artigianale a un ristorante o a un pubblico esercizio con servizio al tavolo. Avevamo proposto soluzioni già sperimentate in città come Palermo e Napoli, dove il riconoscimento dell’artigianato alimentare è stato affrontato con maggiore apertura e capacità regolatoria. Modelli che abbiamo formalmente sottoposto all’attenzione del Sindaco Enrico Trantino e del Consiglio comunale senza trovare accoglimento. Su questo punto riteniamo che la politica avrebbe potuto compiere una scelta più coraggiosa e più coerente con il ruolo che l’artigianato alimentare svolge nella costruzione dell’immagine e dell’attrattività di Catania. La politica – afferma ancora CNA Catania – aveva davanti una scelta: limitarsi a recepire una lettura burocratica e restrittiva oppure affermare una visione più moderna, capace di valorizzare anche l’artigianato alimentare come presidio di qualità urbana, elemento identitario della città e componente essenziale della sua offerta turistica. Su questo punto, purtroppo, ha prevalso la prudenza degli uffici rispetto al coraggio della decisione politica».
Del resto, proprio questa vicenda dimostra quanto sia importante che la politica eserciti fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo. Nel regolamento approvato permangono, infatti, ampi spazi di valutazione affidati alla Conferenza di Servizi, sino a prevedere in alcuni casi che le relative determinazioni siano addirittura “insindacabili”. CNA Catania ritiene invece che temi come il riconoscimento dell’artigianato alimentare, che incidono direttamente sul modello di città che si vuole costruire, non possano essere lasciati esclusivamente a valutazioni tecniche o discrezionali.
Le imprese hanno bisogno di regole certe, di criteri chiari e di scelte trasparenti. Sono responsabilità che appartengono innanzitutto alla politica, chiamata a definire una visione e ad assumersi le conseguenti decisioni. L’esclusione dell’artigianato alimentare dai dehors non era una scelta obbligata né inevitabile: era una scelta politica. E come tale avrebbe potuto essere diversa.
«Accogliamo tuttavia con favore le dichiarazioni rese in Aula dal Presidente della Commissione Urbanistica che ha riconosciuto come il regolamento approvato non esaurisca tutte le esigenze presenti in città e che sarà ulteriormente ampliato e migliorato».
È da qui che occorre ripartire. CNA Catania continuerà a lavorare affinché anche gli artigiani del cibo possano trovare pieno riconoscimento all’interno di una disciplina moderna, equilibrata e inclusiva dello spazio pubblico.
Perché una città che giustamente riconosce il valore culturale delle librerie e delle biblioteche deve saper riconoscere anche il valore identitario, economico e turistico delle proprie botteghe artigiane alimentari.
Catania non può permettersi di lasciare fuori dallo spazio pubblico chi contribuisce ogni giorno a costruirne identità, attrattività e valore.






