26 Giugno 2026
Belpasso, bagno di folla per Caputo: “Non mi dimetto e nel 2028 voglio essere ancora io il candidato”

Un confronto pubblico che, per partecipazione e clima, ha assunto i contorni di un vero rilancio politico
Quella che doveva essere la serata dedicata al rendiconto dei primi tre anni di amministrazione del sindaco Carlo Caputo si è trasformata in una vera manifestazione politica. A presentare l’evento tenutosi a Palazzo Magrì è stato il noto conduttore televisivo Ruggero Sardo, che ha accompagnato il pubblico nel corso di una serata iniziata con la proiezione di un video che ha ripercorso tutte le opere realizzate e quelle già finanziate o in fase di realizzazione.
L’appuntamento, intitolato “Il punto e la rotta”, è arrivato nel momento politicamente più delicato della consiliatura. Dopo mesi di scontri nell’aula consiliare, la rottura con parte della maggioranza e l’ipotesi di una mozione di sfiducia avanzata dal vicepresidente del Consiglio comunale Carmelo Carciotto, Caputo ha scelto di parlare direttamente ai cittadini.
Il sindaco ha ripercorso i risultati raggiunti dall’amministrazione in questi tre anni, soffermandosi sui principali interventi conclusi o in fase di realizzazione
Tra questi l’abbattimento degli ecomostri, gli interventi nelle scuole, la realizzazione di nuovi parcheggi, l’area di sgambamento per cani, i lavori di regimentazione delle acque meteoriche, la riqualificazione di piazza Borrello, gli interventi nell’area di piazza Mercato, il finanziamento per la ristrutturazione degli alloggi popolari della stessa zona, la strada di collegamento tra Belpasso e la stazione della metropolitana di Etnapolis, la cosiddetta “Strada della Misericordia”, il recupero del vecchio Cinema Caudullo – oggi trasformato nella Casa delle Associazioni -, e il nuovo Centro di aggregazione per le associazioni realizzato a Casa Mazzaglia, nella quartiere di Borrello.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla situazione finanziaria del Comune
Caputo ha denunciato il blocco di circa 436 mila euro del bilancio comunale destinati alla realizzazione del secondo edificio di culto a Piano Tavola, sostenendo che quella scelta abbia rallentato l’attività amministrativa e limitato le risorse disponibili per la manutenzione delle scuole e delle strade.
Il passaggio più atteso è stato però quello dedicato alla crisi politica che da mesi attraversa Palazzo di Città
Il sindaco ha individuato l’origine dello scontro nella vicenda relativa alla nuova farmacia comunale, sostenendo di avere subito pressioni sulla sua localizzazione e parlando apertamente di una “guerra” nata da interessi privati, interessi elettoralistici e rivalse politiche.
Una parte importante del suo intervento ha riguardato la frattura consumatasi all’interno della maggioranza e, in particolare, il rapporto ormai compromesso con l’onorevole Giuseppe Zitelli, punto di riferimento del gruppo Insieme per Belpasso. Caputo ha ricordato come proprio da quella vicenda siano maturati gli attriti che hanno portato alla perdita della maggioranza consiliare. A rendere ancora più evidente il peso politico e simbolico di quella rottura è stata la sedia rimasta vuota in prima fila, riservata proprio a Zitelli e contrassegnata dal suo nome, un’assenza che ha accompagnato per tutta la serata il racconto del sindaco.
Il primo cittadino ha ribadito di non avere alcuna intenzione di lasciare Palazzo di Città
“Non ho nessuna intenzione di dimettermi perché non devo fare favori a nessuno”, ha dichiarato, spiegando di non temere nemmeno un’eventuale mozione di sfiducia.
Ha poi lanciato un appello, chiedendo un chiarimento politico e una tutela dell’alleanza che gli consenta di tornare tra la gente con una squadra unita e legittimata dal consenso popolare
Caputo ha ricordato anche un passaggio politico che ritiene particolarmente significativo. Nel gennaio scorso, infatti, tutte le liste della coalizione sottoscrissero un documento con cui confermavano la volontà di ricandidarlo a sindaco nel 2028. L’unica lista a non firmare quel documento, ha sottolineato, fu Insieme per Belpasso.
“Ho perso solo una lista”, ha affermato, rivendicando invece il sostegno di Fratelli d’Italia e del Movimento per l’Autonomia.
Proprio la presenza dei vertici politici regionali e provinciali del centrodestra ha rappresentato uno dei messaggi più forti della serata. Sul palco sono intervenuti il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, il senatore Salvo Pogliese, il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Alberto Cardillo, l’onorevole Andrea Messina, l’onorevole Dario Daidone, il deputato regionale Alessandro Porto, il sindaco di Biancavilla Antonio Bonanno, il sindaco di Adrano Fabio Mancuso e il sindaco di Gravina di Catania Massimiliano Giammusso.
Il senatore Salvo Pogliese ha espresso pubblicamente la vicinanza di Fratelli d’Italia
“Mi auguro che si possa ricomporre tutto, ma dipenderà dagli attori protagonisti. Voglio sancire la vicinanza umana, politica e amministrativa a Caputo. Noi saremo accanto a te nelle tue battaglie in quanto partito Fratelli d’Italia”, ha dichiarato.
Particolarmente significativo anche l’intervento di Gaetano Galvagno, che ha affrontato indirettamente la frattura interna a Fratelli d’Italia. Il presidente dell’Ars ha ricordato il lungo percorso politico condiviso con Caputo fin dagli anni della militanza giovanile e ha spiegato come, quando il partito affidò proprio a Giuseppe Zitelli la responsabilità politica sul territorio, la scelta fu quella di sostenere con convinzione il progetto amministrativo di Carlo Caputo. “Adesso è chiaro che si è consumato uno strappo” – ha aggiunto Galvagno in merito ai rapporti con “il collega” Zitelli.
Un richiamo che assume un particolare valore alla luce degli attuali rapporti tra il sindaco e una parte del partito
Galvagno ha ricordato anche gli sforzi compiuti negli anni per mantenere unita la coalizione e ha lanciato un appello a ricucire lo strappo, ricordando come le divisioni del centrodestra abbiano già prodotto sconfitte in diversi Comuni siciliani.
“Nessuno ti metterà mai nelle condizioni di mollare o ti metterà un guinzaglio. Chi lo farà sarà contro anche di me e di noi. Dobbiamo trovare quelle condizioni di equilibrio che ci permetteranno di continuare ad amministrare Belpasso e di vincere nel 2028”, ha affermato.
Caputo ha infine escluso qualsiasi interesse per una candidatura alle prossime elezioni regionali
“Io amo fare il sindaco. Non ho interesse nelle Regionali”, ha detto, indicando chiaramente il 2028 come il proprio obiettivo politico.
La chiusura è stata affidata a un’ultima stoccata rivolta al Consiglio comunale
Mentre al Palazzo Magrì era in corso il rendiconto dell’amministrazione, infatti, in aula si stava svolgendo la seduta dedicata all’approvazione del nuovo regolamento sulla rottamazione delle cartelle. Un provvedimento che, secondo Caputo, avrebbe dovuto essere discusso e non proprio nella stessa serata in cui era stato organizzato il suo evento, annunciato pubblicamente già il 25 giugno.
“I consiglieri comunali sono lì a votare la rottamazione che chiediamo da due mesi e guarda caso l’hanno fatta proprio stasera”, ha dichiarato il sindaco, lasciando intendere che la concomitanza tra i due appuntamenti non fosse casuale.
Più che un semplice rendiconto amministrativo, quello andato in scena al Palazzo Magrì è apparso come un test politico
La massiccia partecipazione dei cittadini, gli applausi, gli attestati di stima ricevuti dagli alleati e la presenza compatta di Fratelli d’Italia e MPA hanno rappresentato un segnale preciso. Se dentro Palazzo di Città la maggioranza si è ormai sgretolata, fuori dall’aula Caputo ha cercato e trovato una legittimazione politica e popolare. La sensazione, al termine della serata, è stata quella di un sindaco che ha scelto di trasformare il bilancio di metà mandato nel punto di partenza della corsa verso il 2028.






