24 Giugno 2026

Pensione bloccata a un uomo di 80 anni, diffida a Poste Italiane

Pensione bloccata a un uomo di 80 anni, diffida a Poste Italiane

Secondo la denuncia dell’avvocato Giuseppe Lipera, il pensionato Giovanni Scaringi non può prelevare la propria pensione dal 1° giugno. La Corte d’Appello di Catania ha intanto sospeso la sentenza alla base della procedura esecutiva

Da oltre tre settimane un pensionato di 80 anni non riesce a entrare in possesso della propria pensione. A denunciare la vicenda è l’avvocato Giuseppe Lipera, che assiste Giovanni Scaringi, il quale accusa Poste Italiane di mantenere il blocco del rapporto nonostante le somme presenti sul conto sarebbero inferiori alla soglia minima impignorabile prevista dalla legge.

Secondo quanto riferito dal legale, dal 1° giugno l’Ufficio Postale Catania 10 avrebbe negato al pensionato la possibilità di effettuare prelievi, motivando il provvedimento con la necessità di una preventiva autorizzazione da parte di un ufficio interno preposto ai pignoramenti.

La vicenda trae origine da una procedura esecutiva promossa nei confronti dell’anziano dal proprio figlio. Già lo scorso 1° aprile, tuttavia, Scaringi aveva contestato a Poste Italiane la legittimità del blocco, sostenendo che le somme depositate fossero al di sotto dei limiti di impignorabilità fissati dalla normativa vigente.



Nel frattempo il creditore starebbe già percependo le somme dovute attraverso una trattenuta diretta operata dall’INPS sulla pensione, nei limiti consentiti dalla legge. Nonostante ciò, secondo la ricostruzione della difesa, l’ufficio postale continuerebbe a impedire qualsiasi prelievo, compresi quelli relativi ai ratei pensionistici già decurtati.

A complicare ulteriormente il quadro vi è un recente provvedimento della Corte d’Appello di Catania, che ha sospeso in via cautelare l’efficacia della sentenza posta a fondamento dell’esecuzione. Nel provvedimento, i giudici hanno rilevato che i motivi di appello proposti da Scaringi “appaiono assistiti da immediato fumus boni iuris”.

“L’attuale indisponibilità delle somme determina la totale privazione dell’unica fonte di reddito del signor Scaringi, con gravissime ripercussioni sulle sue condizioni di vita e sulla possibilità di far fronte alle più elementari esigenze quotidiane”, dichiara l’avvocato Giuseppe Lipera.

Il legale ha quindi diffidato Poste Italiane a risolvere la situazione entro tre giorni. In caso contrario, è già stato conferito mandato per adire le competenti autorità giudiziarie.

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redazione

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