23 Giugno 2026
Belpasso, Vadalà: “Caputo mi diffama ovunque, è un accentratore”

Belpasso, La consigliera Fiorella Vadalà replica al sindaco: “Dice menzogne sulla farmacia. Torni a fare il sindaco invece di aizzare i suoi seguaci”
La consigliera comunale Fiorella Vadalà replica duramente alle ultime dichiarazioni del sindaco Carlo Caputo e respinge la ricostruzione secondo cui la crisi politica all’interno della maggioranza sarebbe nata dalla questione della farmacia comunale.
“Ho letto le ultime dichiarazioni del sindaco nel vostro giornale e ritengo opportuno fare una smentita, soprattutto sul discorso della farmacia nel centro urbano piuttosto che in un altro posto. Il sindaco ha detto per la seconda volta che la crisi sarebbe partita da lì. Credo che a breve dovrò rivolgermi agli organi competenti per diffamazione, perché continua a diffamarmi ovunque e per qualsiasi cosa”, afferma Vadalà.
La consigliera contesta apertamente la versione del primo cittadino. “Siamo partiti dall’ufficio ispettivo della Regione, dove secondo lui avevo un conflitto di interessi, e ora è riuscito anche a dire che io mi sarei allontanata dalla maggioranza per la questione della farmacia, perché la volevamo fare al centro urbano piuttosto che in periferia”.
Vadalà chiarisce la propria posizione sulla farmacia comunale, sostenendo che il servizio dovrebbe guardare soprattutto alle esigenze dei residenti delle zone periferiche. “È ovvio che la farmacia, secondo me, dovrebbe stare in periferia. Per i residenti sarebbe almeno un servizio aggiuntivo. Ma, tralasciando questo discorso, voglio semplicemente dire che il sindaco dice menzogne, le dice in maniera aperta e spregiudicata. Questa cosa mi preoccupa fortemente per il mio paese”.
Secondo la consigliera, il problema non riguarda soltanto il piano personale, ma il metodo politico utilizzato nel confronto pubblico. “Non è corretto nei miei confronti, né nei confronti di tutti, utilizzare il mezzo della menzogna per cercare di emergere rispetto a un dibattito politico che si protrae da mesi, se non da anni”.
Vadalà rivendica il proprio percorso amministrativo e spiega di non avere mai cercato ruoli o incarichi personali. “Dal momento in cui sono stata eletta non sono stata valorizzata. Non mi interessava il pezzettino di fascia, mi interessava essere coinvolta nei problemi del paese per dare una mano a risolverli. Adesso si ritrovano con un pugno di mosche in mano, semplicemente perché non hanno dato valore alle persone che volevano collaborare in maniera disinteressata affinché Belpasso potesse raggiungere livelli ottimali di qualità e di gestione amministrativa”.
La consigliera usa parole molto dure nei confronti del sindaco Caputo. “Lo chiamo oligarca perché lui è sempre stato convinto che da solo avrebbe potuto governare. È un accentratore e si circonda solo di persone che riescono a obbedire ciecamente ai suoi comandi. Non riesce ad affrontare un dibattito in cui ci sia un contraddittorio serio”.
Vadalà respinge anche l’idea di una contrapposizione personale dettata da rabbia o aggressività. “Nessuno è arrabbiato, nessuno è aggressivo nei suoi confronti, io tanto meno, nonostante tutto quello che mi sta facendo nell’ultimo periodo”.
La consigliera torna poi sull’ultima seduta del Consiglio comunale, definendo grave il clima vissuto in aula. “Non è giusto quello a cui siamo stati sottoposti l’altra sera, durante la seduta del Consiglio comunale. Ho visto il sindaco provocare apertamente il consigliere Salvo Licandri, assegnargli epiteti poco associabili alle parole di un sindaco e addirittura provocarlo per portarlo allo scontro, anche fisico”.
Per Vadalà, è su questo terreno che il primo cittadino dovrebbe interrogarsi. “Su questo dovrebbe lavorare, non sulla presunta rabbia dei consiglieri fuoriusciti dalla sua maggioranza. Non siamo noi ad aver voluto rompere: è lui che non ci ha più voluti”.
La consigliera interpreta la fase politica come parte di una strategia più ampia. “La sua è una netta strategia per cercare di esularsi dal dibattito politico locale. Il suo obiettivo è essere sfiduciato per potersi poi candidare alle Regionali. Ben venga, io gli auguro di poterlo fare, però è bello quando c’è trasparenza, quando le proprie intenzioni vengono esternate a tutti”.
Secondo Vadalà, invece, il sindaco starebbe negando una realtà ormai evidente. “Quando si nega l’atto reale, quello che è davanti a tutti, quando si nega la verità ormai visibile a tutti, il problema diventa serio. Sta mettendo veramente troppo fango addosso a questi consiglieri, sta aizzando tutti i suoi seguaci social e non social. Questo sta stancando la città”.
La conclusione della consigliera è un invito diretto al primo cittadino a cambiare atteggiamento e a tornare alle questioni amministrative. “Che ritorni a fare il sindaco”.





