21 Giugno 2026
Medicina di genere e rivoluzione della “Salute al plurale”

CATANIA. Non più una medicina a misura di un unico genere, ma un approccio scientifico e assistenziale che riconosca le specificità biologiche, sociali e culturali di ogni individuo. È questo il potente messaggio emerso dal convegno distrettuale “Salute al plurale: la rivoluzione nella medicina di genere“, svoltosi il 20 giugno nella prestigiosa cornice del Palazzo della Cultura di Catania.
L’evento ha rappresentato un momento di cruciale importanza per il territorio e per il dibattito scientifico nazionale, accendendo i riflettori sulle sfide aperte del Servizio sanitario nazionale (Ssn) in tema di equità e prevenzione.
Una sinergia straordinaria per il territorio
L’iniziativa è nata dall’impulso della dott.ssa Piera Bonaccorsi, referente nazionale del gruppo di lavoro “Medicina di genere, salute e benessere” della Fidapa Bpw Italy, e dalla stretta collaborazione tra le sezioni Catania Centro (guidata dalla presidente Silvana Pettinato) e Catania Riviera dei Ciclopi (guidata dalla presidente Isabella Frescura).
L’importanza e la capillarità del tema sono state testimoniate dalla partecipazione straordinaria di ben 22 sezioni Fidapa provenienti da tutta la Sicilia (da Acireale a Taormina, passando per Messina, Milazzo e i comuni dell’area etnea e dei Nebrodi), a dimostrazione di una rete associativa compatta e sensibile alle tutele di salute.
Il valore istituzionale dell’appuntamento è stato sancito dai patrocini del comune di Catania, dell’Ordine dei medici di Catania, dell’Associazione italiana donne medico (Aidm) nazionale e dell’associazione “Il Filo della Vita“. A portare i saluti della città è stato il sindaco Enrico Trantino, affiancato da Elisa Battaglia (tesoriera dell’Ordine dei Medici), Patrizia Barone (vicepresidente Aidm Catania) ed Enza Marchica (presidente de Il Filo della Vita).
Ad aprire i lavori, sottolineando la portata strategica dell’incontro, sono state la presidente nazionale Fidapa Annamaria Elvira Musacchio (in collegamento), la presidente distrettuale Ina Di Figlia e la stessa dott.ssa Bonaccorsi, alla presenza delle massime autorità associative tra cui la segretaria nazionale Letizia Bonanno, la vicepresidente distrettuale Lucia Mio e la tesoriera distrettuale Maria Concetta Glorioso.
Leggi, diritti e Lea: il focus scientifico
Il cuore del convegno ha offerto approfondimenti normativi e clinici di altissimo livello, toccando nodi ancora irrisolti della sanità pubblica.
Il quadro normativo
La dott.ssa Anna Colombo ha fatto il punto sulla legge italiana che disciplina la medicina di genere, una normativa all’avanguardia che necessita però di una costante e omogenea applicazione pratica.
L’incongruenza di genere
Il prof. Mario Vetri ha affrontato con delicatezza e rigore scientifico i percorsi di comprensione e accoglienza clinica dell’incongruenza di genere, un tema di forte attualità medica e sociale.
Il diritto al parto indolore
Le dott.sse Daniela Di Stefano e Liliana Muscherà hanno aperto un dibattito di forte impatto sociale sull’efficacia e la sicurezza dell’analgesia epidurale. Al centro della riflessione, una domanda cruciale: il Ssn garantisce davvero questo diritto in modo uniforme in tutti i punti nascita d’Italia? Le disparità regionali restano purtroppo uno scoglio da superare.
La prevenzione senologica
La biologa Barbara Valenti ha concluso i lavori rimarcando come la prevenzione del tumore al seno debba essere declinata secondo i criteri della medicina di genere, personalizzando gli screening per renderli precoci ed efficaci.
Perché questa iniziativa segna un punto di svolta
Il convegno di Catania non è stato una semplice passerella accademica, ma una vera e propria chiamata all’azione. Mettere la “salute al plurale” al centro dell’agenda politica e scientifica significa combattere le disuguaglianze nell’accesso alle cure e garantire che ogni paziente riceva la terapia giusta al momento giusto. La forte risposta delle istituzioni, del mondo medico e dell’associazionismo dimostra che la Sicilia è pronta a fare da capofila in questa rivoluzione culturale e sanitaria.
La referente nazionale Piera Bonaccorsi (a dx nella foto, con Ina Di Figlia) ha sottolineato: “Questo convegno è dedicato a temi che, pur appartenendo ad ambiti diversi della pratica clinica, condividono un principio fondamentale: il diritto di ogni persona a ricevere cure appropriate, personalizzate ed eque. In questa prospettiva si inserisce la medicina di genere, non come disciplina settoriale, ma come approccio trasversale, che riconosce la complessità delle differenze biologiche, sociali e culturali che caratterizzano ogni individuo. Equità non significa offrire a tutti la stessa cosa, ma offrire a ciascuno ciò di cui ha bisogno. Le differenze di genere influenzano la comparsa delle malattie, la loro evoluzione, la risposta ai farmaci e gli esiti delle cure. La persona non è un protocollo, non è una statistica, è il centro della medicina. La medicina di genere ci invita ad una rivoluzione culturale, non disparità ma opportunità di salute.“
Mario Pafumi

Mario Pafumi
mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.

