20 Giugno 2026

Bilancio Belpasso, Caputo battuto in Aula

Bilancio Belpasso, Caputo battuto in Aula

Belpasso, il Consiglio si chiude all’alba: bilancio approvato con sei emendamenti. Caputo battuto in aula

Seduta fiume fino alle 6.40

Si è chiuso alle 6.40 del mattino il Consiglio comunale di Belpasso che ha approvato il Bilancio del Comune. Una seduta lunghissima, ad alta tensione politica, conclusa con il via libera al documento contabile, ma con sei emendamenti che nei fatti modificano profondamente l’impianto originario presentato dall’Amministrazione.

Caputo perde tutte le votazioni

Il sindaco Carlo Caputo esce dall’aula con una sconfitta politica pesante. La nuova maggioranza consiliare è riuscita infatti a imporre la propria linea, facendo passare gli emendamenti e mandando sotto l’Amministrazione su tutte le votazioni decisive. Un passaggio che rischia di aprire una fase nuova e particolarmente delicata nei rapporti tra sindaco, Giunta e Consiglio comunale.

Gli emendamenti approvati

Gli emendamenti approvati intervengono su servizi, impianti sportivi, legalità, sociale e pianificazione urbana. Tra le misure più rilevanti c’è l’incremento delle somme per la farmacia comunale, con uno stanziamento che sale fino a 300 mila euro per consentire l’apertura di un servizio atteso da oltre sei anni.



Farmacia comunale e campo San Gaetano

Altri 240 mila euro vengono destinati al campo San Gaetano per la sostituzione del manto erboso, intervento ritenuto urgente per evitare la perdita dell’omologazione e garantire la continuità dell’impianto sportivo. Previsti anche 15 mila euro per la formazione dei dipendenti comunali sulle misure anticorruzione, con l’obiettivo di rafforzare trasparenza, efficienza amministrativa e fiducia nelle istituzioni.

Sociale, bambini e centro ascolto

Spazio anche agli interventi sociali e per le frazioni. Diciannovemila euro vengono destinati all’acquisto di una particella di terreno in via Sardegna, a Valcorrente, dove dovrebbe sorgere un nuovo parco giochi per bambini. Trentamila euro finanzieranno invece il centro ascolto “Elia Fiammingo”, pensato come sportello permanente, aperto tutto l’anno, per il sostegno alle difficoltà sociali, familiari e giovanili.

Defibrillatori e Piano regolatore

Infine, 40 mila euro complessivi vanno al progetto “Belpasso cardioprotetta” e alla pianificazione urbanistica. Diecimila euro serviranno per l’acquisto di defibrillatori automatici, mentre 30 mila euro saranno destinati a un software tecnico a supporto dell’Ufficio tecnico comunale per la redazione del nuovo Piano regolatore generale.

I tagli ai capitoli delicati

Il pacchetto di emendamenti finanzia interventi ritenuti prioritari dai proponenti, ma il conto ricade su capitoli delicati del bilancio comunale. A farne le spese sono somme come quelle  legate alla pulizia dei locali comunali, alla manutenzione stradale, alla comunicazione del sindaco, alla manutenzione delle scuole e fondi per la Sagra del Ficodindia.

Il nodo dei servizi ordinari

Una scelta politica destinata ad alimentare il confronto nelle prossime settimane, soprattutto per le possibili ricadute sui servizi ordinari, sulla gestione degli immobili pubblici, sulla manutenzione scolastica e sul personale dell’ente. La partita, però, non è soltanto amministrativa. Dietro il voto sul bilancio si apre infatti una lettura politica ancora più pesante.

Lo spettro della sfiducia, inedita a Belpasso

Dopo mesi di chiacchiericcio, mezze frasi e tensioni mai del tutto esplose, a Belpasso si inizia a parlare apertamente di mozione di sfiducia. Ma anche di richieste di dimissioni rivolte al primo cittadino. Un’eventuale sfiducia al sindaco rappresenterebbe un fatto inedito per Belpasso e segnerebbe una rottura definitiva dell’attuale esperienza amministrativa.

Una nuova maggioranza da dieci consiglieri

La nuova maggioranza in aula può contare su dieci consiglieri. Numeri che aprono uno scenario politicamente dirompente: la fine anticipata dell’amministrazione Caputo, la decadenza della Giunta e del Consiglio comunale e l’arrivo di un commissario chiamato a gestire l’ordinaria amministrazione fino al ritorno alle urne. Se ciò accadesse Belpasso potrebbe andare al voto nella primavera del 2027. Nel frattempo, il Comune verrebbe guidato da un commissario, che si troverebbe a gestire l’attività amministrativa sulla base del bilancio approvato nella seduta terminata all’alba.

I precedenti in provincia di Catania

In provincia di Catania i precedenti non mancano. Dal 1997 in poi risultano almeno sei mozioni di sfiducia approvate contro sindaci. Tra queste, il caso di Santa Maria di Licodia del 2006 va però considerato a parte, perché gli atti furono successivamente annullati dal Tar. I casi effettivi più noti riguardano Adrano, Bronte, Scordia, Grammichele e ancora Adrano nel 2021.

Ad Adrano, nel 2000, la mozione fu approvata con 12 voti favorevoli e 8 contrari. A Bronte, nel 2004, si arrivò al commissariamento dopo la sfiducia al sindaco, con la nomina del commissario Ernesto Bianca. A Scordia, nel 2007, la mozione fu approvata il 28 dicembre contro il sindaco Rocco Salvatore Agnello. A Grammichele, tra il 2015 e il 2016, si registrò la cessazione degli organi elettivi per la sfiducia al sindaco Salvatore Giuseppe Calzone. Ad Adrano, nel 2021, il sindaco Angelo D’Agate fu sfiduciato con 18 voti favorevoli, 5 contrari e un astenuto.

Vadalà: “Il Consiglio ha riacquistato autonomia”

Dalla seduta arriva anche il commento di Fiorella Vadalà: «Il segnale politico emerso dalla seduta è chiaro: il Consiglio comunale ha riacquistato autonomia e torna a essere protagonista. Non esiste una maggioranza di liste a sostegno del sindaco, ma solo un gruppo ristretto di consiglieri. La maggioranza numerica dell’aula può legittimamente determinare scelte diverse da quelle dell’amministrazione. Se il sindaco ritiene di non essere più nelle condizioni di governare, abbia il coraggio di dimettersi».

“Lo strappo è impossibile da ricucire”

Vadalà parla di uno strappo ormai profondo: «Lo strappo, a mio avviso, è ormai impossibile da ricucire: i rapporti sono compromessi e il clima è diventato pesante, segnato da nervosismo, provocazioni e da una politica dell’odio e della paura che rischiava di prendere il sopravvento. Per questo ho ritirato il mio emendamento, con senso di responsabilità, per evitare ulteriori tensioni e strumentalizzazioni».

Paparo: “In aula c’è una maggioranza diversa”

Dura anche la lettura politica di Andrea Paparo, consigliere comunale di Forza Italia: «Dalla seduta emerge un dato politico ormai evidente: in aula c’è una maggioranza diversa, con i numeri per decidere l’andamento dei lavori consiliari. Il sindaco, sapendo di andare sotto sul bilancio, ha provato a ribaltare il fronte e a trasformare il confronto politico in uno scontro, alimentando paure tra i cittadini sulla manutenzione delle scuole e sui servizi». Per Paparo il quadro politico è ormai cambiato: «La realtà è che il vento politico è cambiato e il sindaco non può più determinare nulla da solo. Se ritiene di non avere più le condizioni per governare, dovrebbe valutare le dimissioni. La sfiducia resta una prerogativa del Consiglio, ma non si annuncia: si deposita, si firma e poi si vota nei tempi previsti».

Una crisi politica ormai aperta

La seduta sul bilancio, dunque, non consegna soltanto un documento contabile approvato con modifiche sostanziali. Segna soprattutto il passaggio politico più difficile per l’amministrazione Caputo. Il sindaco resta formalmente in carica, ma da questa notte appare politicamente più debole. Il Consiglio comunale, invece, ha dimostrato di avere una nuova maggioranza capace di incidere sulle scelte dell’ente. E adesso, sullo sfondo, la parola sfiducia non è più soltanto un’ipotesi sussurrata.

Caputo e la possibilità di un recupero

In sede di commento però è giusto dire che in politica niente è finito finché non è finito. Caputo avrebbe ancora uno spazio politico per tentare un recupero, anche se il tempo appare stretto. Dopo la sconfitta in aula sul bilancio, il sindaco dovrà capire se esistono margini reali per ricostruire un rapporto con una parte del Consiglio comunale o se la frattura è ormai definitiva.

Il nodo non riguarda soltanto i numeri dell’aula. Pesano anche i rapporti extraconsiliari: quelli con i partiti, con le aree politiche di riferimento, con gli amministratori regionali, con i gruppi dirigenti del centrodestra e con i mondi civici che possono ancora incidere sugli equilibri cittadini. Intanto Caputo deve recuperare un solo consigliere per evitare la sfiducia. Compito difficile ma non impossibile. Il resto si vedrà.

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.