13 Giugno 2026
Civita blindata, residenti sul piede di guerra

Via Porta di Ferro verso la pedonalizzazione, il comitato chiede Ztl, parcheggi stabili e attraversamenti sicuri
Alla Civita il clima resta caldo. I lavori di riqualificazione di via Porta di Ferro e delle aree vicine sono già partiti da mesi e, secondo quanto trapela, potrebbero concludersi entro gennaio del prossimo anno. Ma il progetto continua a dividere, soprattutto tra i residenti che contestano l’ipotesi di trasformare la strada in area pedonale.
La posizione del Comitato per la Civita e degli abitanti è netta: nessuna chiusura totale al traffico. «Non siamo disposti ad accettare una zona pedonale, al massimo una Ztl», ribadiscono. Alla base della protesta ci sono le esigenze quotidiane di chi vive nel quartiere: famiglie, anziani, disabili, passi carrabili, attività e residenti che chiedono di poter continuare a raggiungere casa, fare la spesa, accompagnare persone in ospedale o svolgere normali attività.
Nel mirino finisce anche la comunicazione del sindaco Enrico Trantino, accusato dai residenti di presentare il progetto come un intervento pensato per migliorare la vita del quartiere. Per il comitato, invece, il rischio è che la Civita venga trasformata in una passerella per turisti e croceristi, più che in un’area davvero vivibile per chi ci abita.
Altro nodo è quello dei parcheggi nel porto. L’accordo tra Comune, Autorità Portuale e Direzione Marittima prevede circa cinquanta stalli per residenti e operatori economici durante il cantiere. Ma gli abitanti chiedono che la soluzione non sia solo temporanea: «Se il problema della sosta esiste durante i lavori, esisterà anche dopo».
Preoccupa inoltre la sicurezza degli attraversamenti verso l’area portuale. I residenti ricordano che era stata promessa una misura immediata, come una banchina rialzata o un semaforo a chiamata, per consentire l’accesso ai parcheggi senza rischi.
Il Comune difende l’intervento parlando di rigenerazione urbana, qualità degli spazi pubblici e nuovo rapporto tra città e porto. Ma alla Civita la protesta non si ferma. I residenti chiedono ascolto, garanzie e rispetto: «Non sono privilegi, sono diritti di cittadinanza».






