13 Giugno 2026
Aeroporto ai privati, Catania pretende chiarezza

Sindacati, Comune e opposizioni chiedono garanzie su lavoratori, governance e futuro dello scalo etneo
Privatizzazione dell’aeroporto di Catania, il confronto entra nel vivo. Dopo la seduta straordinaria del Consiglio comunale dedicata al futuro della Sac e dello scalo etneo, restano tre nodi: controllo pubblico, garanzie per i lavoratori e trasparenza.
La posizione del sindaco Enrico Trantino è riassunta con queste sue parole: «La privatizzazione costituisce una straordinaria opportunità per il nostro territorio». Secondo il primo cittadino, i capitali privati accelererebbero la modernizzazione dello scalo, con clausole a tutela dell’interesse pubblico.
Il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi ha definito la seduta «all’altezza della sfida», sottolineando la volontà dell’Aula di chiedere dati e chiarezza. Anastasi ha però indicato anche una «nota stonata»: l’assenza di Sac, Camera di Commercio e Libero Consorzio di Siracusa. Per il presidente, da ora il Consiglio comunale dovrà avere un ruolo centrale.
Critico il Movimento 5 Stelle, con Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio, secondo cui la cessione della maggioranza segnerebbe «l’addio al controllo pubblico». I due chiedono la sospensione della procedura e l’apertura di un tavolo istituzionale.
La Cisal Catania chiede risposte sul destino di oltre 700 famiglie legate all’aeroporto. «Da settimane assistiamo a dichiarazioni, indiscrezioni e accelerazioni procedurali, ma continuiamo a non sentire una sola parola chiara sul destino dei lavoratori», afferma Giovanni Lo Schiavo. Per il sindacato la fusione tra Sac e Sac Service deve precedere qualsiasi apertura ai privati, per garantire tutele, diritti acquisiti e stabilità.
Sulla stessa linea la Cisl. Il segretario generale etneo Maurizio Attanasio chiede «Una strategia condivisa con i lavoratori» e un tavolo permanente con Sac, soci pubblici, privati e sindacati. L’eventuale ingresso di capitali privati, aggiunge, deve essere accompagnato da garanzie sociali e occupazionali.
Dura anche il deputato regionale Santo Primavera: «Non si svendano le quote della Sac per il Fondo pensioni camerale». La partita resta aperta: sviluppo sì, ma il futuro dell’aeroporto passa da garanzie, trasparenza e responsabilità politiche.






