12 Giugno 2026
Catania, tra via Ustica e Capo Passero è sempre alta tensione

Moto e scooter sfrecciano tra piazza Beppe Montana, via Ustica e via Capo Passero: nel quartiere resta alta la tensione dopo sparatorie, arresti e nuovi episodi di violenza
Honda SH300 e Africa Twin sfrecciano di continuo tra piazza Beppe Montana e la vicina area di via Capo Passero, da tempo indicata come una delle zone più sensibili sul fronte dello spaccio. La rotonda al centro del quartiere non rappresenta più un confine da tempo.
I Ventaloro, recentemente condannati in appello per spaccio di sostanze stupefacenti, erano considerati un gruppo autonomo ed emergente che controllava la piazza di via Ustica, già notevolmente indebolita dall’Operazione “Mezzaluna” del marzo 2022.
Le strade tra piazza Beppe Montana, rimasta intatta dopo la ristrutturazione e l’apertura da parte del Comune di Catania di un’area attrezzata per lo sport, e la vicina via Ustica sono sempre trafficate. Giorno e notte. Un gruppo nutrito di giovani è quasi sempre presente. Il tragitto sembra ripetersi con una certa regolarità: si va verso via Capo Passero, dove sarebbero attive diverse piazze di spaccio, e poi si torna in piazza.
Che vi sia un collegamento non serve necessariamente che lo dicano Polizia o Carabinieri: basta attraversare la zona in auto per vedere e constatare. Il quartiere, purtroppo, appare sempre più in mano a chi gestisce gli affari del malaffare. Chi è estraneo a quei giri e ha avuto la possibilità di farlo, è andato via dal regno dei Nizza e dei Ventaloro. Chi resta, spesso, si gira dall’altra parte e fa finta di nulla. O almeno ci prova.
Sulla sparatoria della notte scorsa è inutile mistificare. La vicenda dei cosiddetti “Carcagnusi”, arrestati pochi giorni fa, non è un caso isolato a Catania. E in via Ustica ne sanno qualcosa, soprattutto coloro che erano presenti il 19 agosto dello scorso anno, quando un gruppo numeroso di persone a bordo di scooter ha dato vita a una sparatoria, per poi fuggire verso Misterbianco, inseguito da una volante di passaggio.
Quella notte lasciò dietro di sé una scia di fuoco non indifferente, comprese le molotov lanciate contro un camion di panini nei pressi di piazza Kolbe. Da lì iniziò un’estate di tensione, con una serie di sparatorie culminate alla fine di agosto con la tesa di via Adone. Una spirale che, dopo una pausa solo apparente, sembra essere ripresa in modo sempre più deciso.
Catania si sdegna, ma parla poco, troppo poco, dell’unica matrice che continua a segnare la storia recente di morti e feriti: la pista mafiosa. Poi, ogni tanto, la città si risveglia leggendo di nomi eccellenti della criminalità organizzata arrestati proprio per risse, sparatorie, pestaggi e ferimenti.






