10 Giugno 2026
AgruMind in aiuto negli agrumeti

AgruMind: intelligenza artificiale e sensori al servizio degli agrumeti. Il Distretto Agrumi di Sicilia in campo per il risparmio idrico
Il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia e il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania hanno presentato il nuovo progetto sostenuto da Coca-Cola per la gestione sostenibile delle risorse idriche in agrumicoltura. La presentazione si è svolta presso l’azienda agricola Badiula di Carlentini, in provincia di Siracusa. Al centro del progetto “AgruMind”, uno dei tanti sviluppati nell’arco di oltre un decennio di collaborazione tra i partner, l’applicazione di tecnologie di precisione — sensori a terra di ultima generazione, stazioni meteorologiche, droni multispettrali e termici e algoritmi di intelligenza artificiale — per ottimizzare l’irrigazione e ridurre i consumi idrici nei frutteti agrumicoli siciliani.
“Progetti come quello sostenuto da Coca-Cola, che ci affianca nel percorso di innovazione a sostegno della filiera, sono particolarmente importanti perché testano per noi le tecnologie che ci permettono di ottimizzare le irrigazioni a goccia che utilizziamo già”, ha dichiarato Giosuè Arcoria, presidente del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, che raggruppa circa 60 aziende e rappresenta oltre 2mila ettari coltivati.
Una collaborazione che viene da lontano
La partnership tra il Distretto e l’Università di Catania con il supporto di Coca-Cola ha radici nel 2013, quando prese avvio il primo progetto comune dedicato al riutilizzo del pastazzo — il sottoprodotto della lavorazione degli agrumi — per la produzione di energia pulita. Dal 2018 la collaborazione si è concentrata sulla gestione sostenibile dell’acqua in agricoltura, sviluppando in continuità una serie di tecnologie e metodi di supporto all’agricoltore.
Come funziona il sistema
AgruMind ha una vocazione dimostrativa: le tecnologie sono state installate su aziende pilota selezionate con criteri di omogeneità geografica su tutto il territorio regionale, per mostrare concretamente le possibilità offerte dall’innovazione. La risposta degli imprenditori, inizialmente scettica, è cambiata radicalmente nel tempo: molti, dopo aver visto i risultati nelle aziende vicine, si sono dotati a proprie spese di strumentazioni analoghe.
Centraline meteorologiche installate in campo rilevano temperatura, precipitazioni e umidità, consentendo di stimare il fabbisogno idrico delle piante in tempo reale. Sensori interrati misurano con precisione il contenuto d’acqua nel terreno, trasmettendo i dati a un server centrale che li elabora attraverso algoritmi di intelligenza artificiale. Il sistema restituisce all’agricoltore indicazioni puntuali su quando e quanto irrigare, riducendo gli interventi da quotidiani a due o tre volte a settimana. A completare il quadro, droni equipaggiati con fotocamere multispettrali e termiche sorvolano i frutteti mappando lo stato di salute delle piante, individuando eventuali stress idrici o fitosanitari anche in assenza di frutti. La piattaforma WebGIS integrata, sviluppata in logica open source, consente alle aziende prive di stazione meteo propria di accedere a indicazioni utili per la gestione operativa.
“L’obiettivo è risparmiare acqua e dare alle piante solo la quantità strettamente necessaria alla produzione”, ha spiegato Antonino Cancelliere, professore ordinario di Costruzioni Idrauliche, Marittime e Idrologia al Dicar dell’Università di Catania, che coordina la direzione scientifica del progetto. “Quest’anno abbiamo installato stabilmente queste strumentazioni in una ventina di impianti agrumicoli.”
Una sfida urgente
L’iniziativa risponde a un’emergenza concreta. La siccità del 2024-25 ha messo in seria difficoltà numerose aziende del distretto, e a causa dell’innalzamento delle temperature la stagione irrigua copre ormai l’intero anno solare, con un fabbisogno idrico quasi raddoppiato rispetto a quindici anni fa. In aree come quella del San Leonardo, nel Siracusano, il controllo della falda è vitale anche per contenere i rischi di intrusione salina. Il risparmio idrico, inoltre, produce un beneficio a cascata: l’irrigazione è una delle attività agricole più energivore, poiché richiede il sollevamento e la messa in pressione dell’acqua. “Questo tipo di sperimentazioni ci consentono sia di ottimizzare i costi aziendali sia di risparmiare una risorsa idrica sempre più scarsa, che già centelliniamo grazie all’efficienza dei nostri impianti a goccia”, ha concluso Arcoria. “La stagione irrigua è sempre più lunga e serve agire ora in modo concreto e con soluzioni attuabili.”






