09 Giugno 2026

Rapina in banca a San Zaccaria, 5 arresti tra Sicilia e Romagna

Rapina in banca a San Zaccaria, 5 arresti tra Sicilia e Romagna

Cinque persone sono state arrestate dai Carabinieri per la rapina alla banca di San Zaccaria, nel Ravennate, avvenuta il 25 febbraio. Tre indagati sono stati fermati nel Catanese e due in provincia di Forlì-Cesena

 

Arrivavano dalla Sicilia, ma avrebbero potuto contare sul supporto di uomini del territorio per organizzare sopralluoghi, spostamenti, vie di fuga e mezzi da utilizzare. Secondo la Procura di Ravenna e i Carabinieri, sarebbe stata una banda organizzata a mettere a segno, il 25 febbraio scorso, la rapina all’istituto di credito di San Zaccaria, nel Ravennate.



A distanza di poco più di tre mesi, dalle prime ore di martedì 9 giugno, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Ravenna, insieme ai colleghi di Forlì-Cesena e Catania, con il supporto del 13° Nucleo Elicotteri di Forlì e delle unità cinofile di Bologna, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Ravenna su richiesta della Procura.

Cinque le persone arrestate. Tre si trovavano nel Catanese, mentre altri due, considerati dagli inquirenti i presunti “basisti” dell’operazione, sono stati fermati in provincia di Forlì-Cesena, tra Forlì e Meldola. Si tratta di uomini tra i 41 e i 57 anni, tutti con precedenti penali.

La rapina era stata messa a segno nella tarda mattinata del 25 febbraio. Secondo la ricostruzione investigativa, i rapinatori sarebbero entrati in banca intorno alle 12.25, agendo con freddezza e secondo un piano già definito.

Per impedire richieste di aiuto immediate, clienti e dipendenti presenti all’interno dell’istituto sarebbero stati privati dei telefoni cellulari e fatti rimanere nell’area dei servizi igienici. Nessuna arma sarebbe stata utilizzata o trovata nel corso delle perquisizioni, anche se l’azione sarebbe stata comunque sufficiente a intimidire i presenti.

Contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente, i rapinatori non sarebbero rimasti fino all’apertura della cassaforte temporizzata. Il gruppo avrebbe deciso di impossessarsi del denaro presente nelle casse, per un bottino di circa 40mila euro, per poi lasciare rapidamente la filiale.

Secondo gli inquirenti, un ruolo centrale sarebbe stato svolto dai due uomini residenti nel Forlivese. Avrebbero conosciuto il territorio, accompagnato i componenti della banda nei sopralluoghi e guidato i mezzi nelle fasi di avvicinamento e fuga.

I veicoli utilizzati, non risultati rubati, sarebbero stati scelti con attenzione per non essere facilmente riconducibili ai presunti complici locali. Tra le ipotesi investigative c’è anche quella dell’utilizzo di mezzi noleggiati o comunque selezionati per non attirare sospetti.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Ravenna, sono state sviluppate attraverso accertamenti tecnici, analisi delle immagini di videosorveglianza, osservazioni, pedinamenti e monitoraggi sul territorio.

Gli indagati avrebbero adottato diverse precauzioni per evitare di essere individuati: sopralluoghi ripetuti prima del colpo, percorsi studiati per aggirare telecamere e varchi stradali, utilizzo di mezzi differenti e fughe organizzate separatamente.

Nel corso dell’inchiesta i Carabinieri avrebbero documentato anche la preparazione di almeno altre due possibili rapine, una nel Ravennate e una in provincia di Torino, che però non sarebbero mai state portate a termine.

 

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.