05 Giugno 2026
Un Museo per la storia rossazzurra: perché Catania non può più aspettare

Il museo non è un freddo cimitero di oggetti polverosi
È il luogo magico in cui il tempo si ferma, si trasforma e ci regala l’illusione meravigliosa di essere tornati da un lunghissimo viaggio. È uno specchio necessario: guardiamo cimeli e fotografie per misurare chi eravamo, chi siamo e, soprattutto, chi vogliamo diventare.
Oggi Catania ha un bisogno vitale di questo specchio. C’è un’esigenza profonda, che pulsa nel cuore della città, di unire le generazioni e riavvicinare i nostri giovani al calcio di una volta. Quel calcio romantico, pulito e fiero, in cui una maglia non era un semplice pezzo di stoffa per scopi commerciali, ma il vessillo di sogni, ambizioni e di un intero popolo.

La scintilla del Cibali: un segnale inequivocabile
Il segnale che la città è pronta è arrivato, forte e chiaro, dalle Ciminiere. All’interno di Etna Comics 2026, la mostra temporanea “Clamoroso al Cibali” – fortemente voluta dal giornalista Nello Pappalardo – ha registrato un successo impensabile e travolgente. Migliaia di visitatori di tutte le età, con una presenza massiccia di ragazzi, sono rimasti a bocca aperta davanti alle foto in bianco e nero. Hanno riscoperto le imprese dei giganti rossazzurri in Serie A, meravigliandosi di fronte a un passato glorioso che chiede a gran voce di essere ricordato.
La conferma definitiva di questa urgenza è emersa durante la presentazione del libro “Tifosi catanesi per sempre”, coordinata da Daniele Lo Porto e organizzata dallo stesso Pappalardo. Davanti al racconto di 22 autori legati visceralmente alla squadra dell’Elefante, il dibattito si è fatto unanime: non possiamo più affidare la nostra memoria a mostre temporanee, frammentate e improvvisate qua e là. Catania ha bisogno di una casa permanente per la sua storia centenaria.
Dietro ogni maglia, un’anima romantica
Pensiamo all’inestimabile patrimonio oggi custodito da collezionisti privati e appassionati irriducibili. Ci sono maglie che hanno attraversato decenni di battaglie sul campo. Dietro ognuna di esse vive una storia d’amore: il sudore del calciatore che l’ha onorata, la fede della squadra che rappresentava, il sacrificio del tifoso che è riuscito a ottenerla e a custodirla come una reliquia.Questo tesoro non può rimanere chiuso nei cassetti dei privati. Deve diventare patrimonio di tutti.
L’appello alle istituzioni: il tifo non muore mai
La proposta è chiara e non ammette rinvii: questo museo deve appartenere alla città e non a una singola società calcistica. La storia, anche recente, ce lo insegna con durezza: i presidenti passano, i marchi cambiano, le società possono finire. Ma il tifo, l’attaccamento viscerale ai colori rossazzurri e l’amore per l’Elefante non moriranno mai. Quelli sono della gente.
Per questo motivo, è fondamentale che il Comune di Catania si metta immediatamente al lavoro con orgoglio. È necessario mobilitare risorse, idee e spazi per creare una struttura espositiva permanente degna di questo nome. Un polo culturale e sportivo all’altezza del Museo del Calcio di Coverciano o delle grandi capitali calcistiche europee. Una struttura viva, capace di ospitare percorsi didattici e mostre periodiche di gagliardetti, cimeli e maglie storiche.
Fino a oggi, la storia del calcio locale è stata salvata solo dall’ostinazione e dall’amore dei privati. Ora tocca alla città istituzionale fare la sua parte. Raccogliamo questo appello con coraggio e ambizione: diamo al Calcio a Catania il museo che merita, per non dimenticare mai chi siamo.
Mario Pafumi
mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.





