01 Giugno 2026

Povertà educativa a Catania, il grido della Caritas: «Una città che cambia parte dalla scuola»

Povertà educativa a Catania, il grido della Caritas: «Una città che cambia parte dalla scuola»

A Catania c’è una povertà che lavora in silenzio, si trasmette di casa in casa e finisce per diventare “normale”: è la povertà educativa. Stamattina, al Seminario Arcivescovile, l’ottavo Rapporto Povertà e Risorse della Caritas, dal titolo «A scuola di speranza: una città che cambia», l’ha messa nero su bianco con numeri che non si possono ignorare.

Nel 2025 l’Help Center ha registrato 4.484 utenti e 15.113 interventi: indumenti, farmaci, titoli di viaggio, prodotti per neonati, orientamento al lavoro, accoglienza. Il dato che fa scattare l’allarme è lo scarto tra bisogno e scolarizzazione: il 74% dei beneficiari ha un titolo pari o inferiore alla licenza media e il 78% degli interventi riguarda persone con lo stesso profilo. Chi ha meno anni di scuola torna più spesso, con bisogni più complessi e meno strumenti per reggerli da solo.



Monsignor Luigi Renna lo dice senza giri di parole: «Il tasso elevato di dispersione scolastica evidenzia che a Catania c’è una forte vulnerabilità educativa e occupazionale». Le problematiche legate a una situazione di disagio quotidiano, dunque, portano così a un cambiamento radicale della vita dei cittadini, tenendo conto di coloro che quotidianamente fanno riferimento alla Caritas sotto molteplici punti di vista, così come lo stesso don Nuccio Puglisi, direttore dell’ente Caritas, ha ricordato in diverse occasioni e anche durante la presentazione del nuovo report.

Il punto comune per la comunità ecclesiastica, così come per le istituzioni, diventa quello dell’educazione alla solidarietà e della necessità di fare in modo che si possa prevenire un punto di collasso del cittadino in difficoltà, creando una rete di contatti che possa comunque essere attiva tutti i giorni e ad ampio raggio. Ecco perché proprio in quest’occasione sono stati presentati alcuni cammini già attivi e altri che prenderanno il via proprio durante il mese di giugno.

Stiamo parlando de “L’Avventura della Conoscenza“, progetto finanziato con fondi 8xmille, già attivo con tre presidi: San Giorgio Rosario Livatino, Paternò Giovanni Lizzio e Mascalucia, operativo e pronto all’inaugurazione ufficiale il 17 giugno. Con “Caritas a scuola” si entra nelle classi; con Jobel, a Bicocca, si lavora su cucito, cucina e fotografia; con “Percorsi di Speranza” e la Sant’Agata Library si cerca di costruire un ponte tra ascolto, formazione e possibilità concreta di riscatto.

Durante l’occasione, poi, è intervenuto il Questore di Catania Giuseppe Bellassai, parlando di solidarietà e fratellanza come «espressione di partecipazione e azione», motivo per cui ha spiegato di gioire nel leggere il titolo della giornata, che rimanda a una città che cambia: «Noi tutti, in maniera differente, stiamo lavorando proprio perché avvenga. Non è facile in un contesto così difficile come quello di Catania, ma tutti insieme ci stiamo provando».

Presente all’evento anche il Viceprefetto vicario Giovanna Longhi: «La logica che cerchiamo di portare avanti, in vista di un miglioramento complessivo, è quella del cambiamento. A nome del prefetto e dell’intera Prefettura non posso fare altro che ringraziare ciascun ente, ciascun settore, per l’impegno messo».

A fare eco alle loro parole, poi, anche l’assessore ai Servizi sociali Serena Spoto e il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi, entrambi in rappresentanza del Comune di Catania.

Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino