28 Maggio 2026
Il Cimest chiede un incontro con l’assessore alla Salute Caruso

A tale richiesta si unisce anche il Presidente Nazionale delle “Branche a Visita”, dott. Salvatore Gibiino. Conf Salute e Coordinamento Intersindacale della Specialistica Ambulatoriale Territoriale (CIMEST), esprimono forte contrarietà e totale dissenso rispetto alla posizione assunta dall’organizzazione sindacale ME.DE.AC
Luigi Marano presidente regionale di Conf Salute e Salvatore Calvaruso, Presidente del Coordinamento Intersindacale della Specialistica Ambulatoriale Territoriale CIMEST, esprimono forte contrarietà e totale dissenso rispetto alla posizione assunta dall’organizzazione sindacale ME.DE.AC., rappresentativa di appena 140 ambulatori di patologia clinica e di strutture di odontoiatria, che ha recentemente inviato una diffida al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e al neo Assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, chiedendo l’immediata applicazione del Decreto Assessoriale n. 418 del 2 aprile 2026.
Riteniamo che, in una fase iniziale del mandato del nuovo Assessore regionale alla Salute, sarebbe stato certamente più responsabile, istituzionale e costruttivo avviare preventivamente un confronto diretto con l’Assessorato, attraverso una formale richiesta di incontro finalizzata ad affrontare le gravissime criticità contenute nel decreto. È esattamente ciò che Conf Salute e CIMEST hanno già fatto ufficialmente, confidando che nei prossimi giorni possa finalmente aprirsi un tavolo di confronto serio e concreto con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del comparto.
Le criticità del Decreto Assessoriale n. 418 del 2 aprile 2026 erano già state rappresentate dettagliatamente sia alla Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana sia all’allora Assessore pro tempore Daniela Faraoni. Nonostante ciò, si è proceduto alla pubblicazione del provvedimento senza alcuna reale concertazione sindacale e senza una vera intesa con le parti sociali, in evidente contrasto con lo spirito e con le previsioni della normativa di riferimento. Circostanza che, peraltro, è stata evidenziata anche al Presidente della Commissione Sanità dell’ARS, On. Laccoto che in sede di audizione proponeva un ulteriore confronto , cui non veniva dato seguito.
CIMEST e Conf Salute ribadiscono con forza che il Decreto Assessoriale n. 48/2026 contiene criticità estremamente rilevanti che, se applicate nella formulazione attuale, rischiano di compromettere seriamente l’intero sistema dell’assistenza specialistica ambulatoriale accreditata e convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, con conseguenze pesantissime per i cittadini siciliani, per la continuità assistenziale e per la tenuta complessiva del sistema sanitario regionale.
Il decreto si fonda su una programmazione e su un conseguente calcolo dei fabbisogni elaborati attraverso il famigerato sistema ARIMAR, un metodo statistico-matematico che tratta i pazienti come semplici numeri e non come persone portatrici di bisogni sanitari reali, complessi e in continua evoluzione.
Una metodologia fredda, puramente algoritmica e distante dalla concreta realtà sanitaria dei territori, che non tiene minimamente conto del reale invecchiamento della popolazione, dell’aumento costante dei soggetti fragili e cronici, né della crescita esponenziale di patologie cardio-respiratorie, ortopediche, degenerative e post-traumatiche.
Non si è tenuto conto, inoltre, dell’aumento dei pazienti politraumatizzati, protesizzati e affetti da pluripatologie, né del reale fabbisogno assistenziale derivante dagli indici epidemiologici regionali. In sostanza, si è proceduto ad una programmazione teorica e astratta, scollegata dalla quotidiana realtà sanitaria vissuta dai cittadini e dalle strutture accreditate che da oltre quarant’anni garantiscono l’erogazione dei LEA sul territorio regionale.
Parimenti inaccettabili risultano i criteri di qualità e appropriatezza previsti dal decreto.
Tali criteri appaiono farraginosi, illogici, privi di reale coerenza organizzativa e sanitaria e rischiano di riprodurre il paradosso già verificatosi nel 2025: le strutture con i più elevati standard qualitativi e con maggiore appropriatezza erogativa finirebbero per essere penalizzate, mentre strutture con livelli qualitativi inferiori verrebbero paradossalmente favorite.
Questo meccanismo non solo mortifica il merito, gli investimenti effettuati e la qualità delle prestazioni erogate, ma rischia anche di determinare un progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria territoriale, con inevitabili ripercussioni sui tempi di attesa e sulla possibilità per i cittadini di accedere alle cure.
Ulteriore elemento di forte preoccupazione è rappresentato dallo schema contrattuale previsto dal decreto, che appare vessatorio, squilibrato e gravemente penalizzante per le strutture ambulatoriali accreditate. Molte di queste strutture, storicamente presenti sul territorio siciliano da decenni, hanno rappresentato e continuano a rappresentare un presidio fondamentale di sanità territoriale, spesso supplendo alle carenze del sistema pubblico e garantendo continuità assistenziale ai cittadini.
Da qui la richiesta di un incontro urgente affinché si possa finalmente aprire un confronto serio, concreto e responsabile con tutte le organizzazioni sindacali di categoria, volto ad individuare soluzioni realmente efficaci a tutela della salute dei cittadini siciliani, della qualità delle cure e della sostenibilità dell’intero sistema della specialistica ambulatoriale accreditata.
Alla posizione di CIMEST e Conf Salute si associa anche il Presidente Nazionale delle Branche a Visita, dott. Salvatore Gibiino, che condivide le profonde preoccupazioni relative agli effetti distorsivi e penalizzanti derivanti dall’applicazione del Decreto Assessoriale n. 418/2026 e ribadisce la necessità di una immediata revisione del provvedimento attraverso un reale percorso di confronto istituzionale e sindacale.
Crediamo e ribadiamo con forza, è la conclusione di Calvaruso Gibiino e Marano che la tutela della salute pubblica non può essere affidata esclusivamente a parametri matematici e algoritmi statistici, ma deve necessariamente partire dai reali bisogni dei cittadini, dal rispetto della dignità dei pazienti e dalla valorizzazione delle strutture che quotidianamente garantiscono servizi essenziali sul territorio.





