27 Maggio 2026

Morte sul lavoro a Catania, il caso Cannone, Lauricella UGL: «Laddove manca il controllo, manca la sicurezza»

Morte sul lavoro a Catania, il caso Cannone, Lauricella UGL: «Laddove manca il controllo, manca la sicurezza»

Si torna a parlare nuovamente di morti sul lavoro. Quella del 26 maggio è stata una giornata di lutto nazionale che coinvolge anche la Sicilia, tra Catania e Francofonte. La morte di Francesco Cannone oggi è al centro di numerosi interrogativi, oltre che di un immenso dolore.

Francesco Cannone era un operaio uscito da casa per lavorare, ma che non ha fatto più ritorno dalla sua famiglia, così come avrebbe dovuto avvenire, così come abitualmente faceva ogni giorno. Alzarsi la mattina presto, andare a lavorare e successivamente tornare dalla moglie e dai due bambini che non lo hanno più visto rientrare.



Le dinamiche sono ancora da chiarire. Le uniche notizie certe riguardano il settore dei lavori in ambito logistico e la morte, avvenuta dopo essere rimasto schiacciato da un muletto all’interno dell’azienda dove si trovava. Un fatto sul quale la Procura di Catania ha comunque aperto un fascicolo per omicidio colposo, attualmente senza indagati, disponendo l’autopsia, così come stabilito dall’aggiunto Fabio Scavone e dalla sostituta Valentina Antonucci.

Nel frattempo, ad Altopascio, sempre il 26 maggio, è morto il trentenne Giacomo Pucci, schiacciato da una pressa nell’azienda farmaceutica dove lavorava. A Francofonte, nel Siracusano, invece, un trentacinquenne di nazionalità ucraina, operaio nel campo dell’installazione di impianti fotovoltaici, in contrada Gravi, nel corso delle operazioni di scarico da un camion tramite un muletto, è rimasto schiacciato da un pallet contenente pannelli fotovoltaici. Fatti che comunque sono ancora in fase di accertamento. L’operaio in questione, poi, trasportato al pronto soccorso di Lentini, è deceduto per le gravi ferite riportate.

A intervenire sulla questione sono anche le sigle sindacali catanesi, come nel caso di Uccio Lauricella di Ugl, che è stato intervistato da FreePressOnline su quanto accaduto a Francesco Cannone e ha dichiarato: «In relazione a questo incidente, con annesse problematiche legate alla sicurezza, purtroppo parliamo di qualcosa di molto diffuso. Non soltanto perché le statistiche sono evidenti per il numero di incidenti che si registrano nel Catanese e in Italia, ma perché in questo settore si corre. Spesso si tratta di aziende con pochi dipendenti, dove si fa di tutto per evitare che i lavoratori si sindacalizzino. Di conseguenza, ci sono pochi controlli».

Uccio Lauricella di Ugl - FreePressOnline

Uccio Lauricella di Ugl – FreePressOnline

Continua così un braccio di ferro tra lavoro e sicurezza, garanzie e incidenti dettati anche dalla fatalità, ponendo l’attenzione su quanto sia effettivamente importante avere un quadro chiaro di ciò che è accaduto al trentunenne sportivo, che militava nell’Aci Sant’Antonio e che ha avuto un passato anche nel Catania. Ecco perché proprio Lauricella continua così il suo intervento: «Dell’incidente che si è verificato ieri non conosciamo i dettagli, perché i fatti sono ancora coperti da riserbo e c’è un’indagine in corso. Però, in generale, è giusto chiedersi: come si fa a cadere da un muletto? C’è la cintura di sicurezza, ci dovrebbe essere il casco e, se vengono osservati tutti i criteri di sicurezza previsti, il decreto 81, se applicato nel modo corretto, aiuterebbe a prevenire diversi incidenti come quelli che si sono già verificati. Quindi immagino che qualcosa, in termini di sicurezza, probabilmente possa essere mancato. In questo settore si corre, trascurando spesso quelli che sono i principi e le prescrizioni imposti dalle norme sulla sicurezza. Ritengo che il ribaltamento da muletto, sempre parlando in generale, quando si indossa la cintura di sicurezza obbligatoria, non dovrebbe provocare uno schiacciamento, perché la cintura ti fa restare seduto. Poi, se in questo caso ci sono altri elementi, saranno gli inquirenti a verificarlo».

«Ma con tutti gli strumenti di sicurezza applicati correttamente, questi incidenti si ridurrebbero in maniera esponenziale – conclude Lauricella di Ugl -. Quindi ritengo che qualcosa possa essere mancato. Laddove non esiste un controllo vero, quel controllo semplicemente manca».

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Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino