24 Maggio 2026

Maria Rita Leotta, sul palco con tredici identità maschili

Maria Rita Leotta, sul palco con tredici identità maschili

FIUMEFREDDO. Un’unica replica speciale per “Tutti maschi tranne me”, l’opera scritta, diretta e interpretata da Maria Rita Leotta al Multisala Macherione. Lo spettacolo si è distinto come un’analisi psicologica e sociale della nostra epoca, strutturata per superare i cliché legati alla parità di genere. L’evento ha dimostrato come il teatro possa ancora essere uno strumento d’indagine antropologica, capace di scuotere le coscienze dello spettatore senza mai cadere nella retorica o nel giudizio morale.
Un viaggio in tredici quadri nell’animo umano
L’attrice dimostra una maturità autoriale e attoriale straordinaria, guidando il pubblico attraverso tredici quadri distinti. Ogni quadro rappresenta uno specifico archetipo maschile, svelato nelle sue zone d’ombra, nelle sue fragilità e nella sua ironia. Non si tratta di una caricatura o di una parodia, ma di una discesa verticale nelle complessità emotive degli uomini di oggi, spesso disorientati da dinamiche sociali in continua evoluzione. La Leotta riesce a dare voce e corpo a queste identità con una scrittura scenica densa e priva di sovrastrutture, offrendo una prospettiva inedita sulla parità di genere, un tema che l’autrice restituisce nella sua dimensione più nuda, umana e universale.
La metamorfosi a scena aperta
La forza metodologica dello spettacolo risiede nella “muta” a scena aperta: la Leotta si spoglia letteralmente della pelle di un personaggio per vestirne subito un’altra davanti agli occhi degli spettatori, trasformando il proprio corpo in un contenitore di identità diverse. Questa transizione immediata, priva di filtri o di bui di scena, richiede un controllo tecnico e una plasticità espressiva fuori dal comune. Questo meccanismo abbatte la finzione teatrale e crea un legame empatico e immediato con la platea, rendendo il pubblico partecipe della nascita e della resurrezione di ogni singolo personaggio sul palcoscenico.
Sinergie sul palcoscenico
Il ritmo della narrazione è stato arricchito dalla partecipazione amichevole di Rita Patanè e Luigi Di Pino, i quali hanno integrato con efficacia i propri interventi all’interno della struttura dinamica dei quadri. I due artisti hanno saputo dialogare con la protagonista, inserendosi con fluidità nei tempi comici e drammatici dell’opera. Il risultato è un’opera aperta che rifiuta la contrapposizione e la competizione tra i sessi e sceglie, invece, di raccontare l’essere umano nella sua complessità, unendo l’interazione del pubblico a una performance che si rigenera a ogni replica.
Il percorso artistico di Maria Rita Leotta
Il successo di questa messinscena non nasce dal caso, ma è il frutto di un solido bagaglio formativo e professionale. Maria Rita Leotta ha strutturato la propria carriera accademica e artistica laureandosi in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Torino (DAMS). Nel corso degli anni, l’artista si è affermata nel panorama teatrale siciliano e nazionale non solo come attrice dalla spiccata duttilità espressiva, ma anche in qualità di stimata regista e autrice.La sua firma registica ha guidato importanti produzioni del territorio, tra cui l’apprezzata reinterpretazione della tradizione catanese con “Centona e cose di Catania” di Nino Martoglio e la commedia “Cerco moglie non stabile”. Da sempre attenta alla valenza sociale e pedagogica dell’arte scenica, la Leotta affianca alla produzione teatrale tradizionale una costante attività nel campo del teatro sociale ed educativo, portando sul palco una ricerca interiore ed espressiva in continua evoluzione.
Mario Pafumi

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Mario Pafumi

Mario Pafumi

mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.