23 Maggio 2026
Capaci, il ricordo di quel “terremoto” stragista

A 34 anni dalla Strage di Capaci, il racconto di chi visse in prima persona il boato del 23 maggio 1992: «Sembrava un terremoto, ma era tritolo»
Il 23 maggio 1992, era un sabato pomeggio, mancava qualche minuto alle ore 18, mi trovavo a Bagheria per il mio giornale – allora ero corrispondente per il settimanale “Il Paese” di Modena – quando ho avvertito perfettamente il tremore di una scossa di terremoto sotto i piedi: fra Capaci e l’Isola delle Femmine, l’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia di Erice aveva registrato una scossa di terremoto, pari al terzo grado della scala Mercalli.
-IL “TERREMOTO”… AL TRITOLO
Ore 17:58, 23 maggio 1992, presso il chilometro 5 dell’autostrada A 29, una carica di oltre cinque quintali di tritolo, posizionata in un tunnel scavato sotto la sede autostradale nei pressi dello svincolo di Capaci, azionata attraverso un telecomando, provocava un’esplosione “vulcanica” e una voragine enorme sull’autostrada.
In seguito all’esplosione perdevano la vita:
Giovanni Falcone, magistrato; Francesca Morvillo, magistrato e moglie di Falcone; Vito Schifani, agente della Polizia di Stato; Rocco Dicillo, agente della Polizia di Stato; Antonio Montinaro, capo scorta della Polizia di Stato.
-IL LUOGO DEL “BOTTO”
Non e’ stato possibile immediatemente raggiungere il luogo del “botto”. Successivamente sul luogo della strage ci sono arrivato insieme al mio amico Mario Gatto che nutre una forte passione per la fotografia, e siamo riusciti a raggiungere quel luogo attraverso un varco, denominato “Il passaggio della lepre”.
-NON SOLO MAFIA
A distanza di 34 anni ricordo esattamente come il mio amico Mario, emozionatissimo, non smetteva di scattare foto.
E di me, ricordo che riuscivo con grande fatica a trattenere la rabbia, e
che continuavo a dire a me stesso, a bassa voce, “Tutto questo non è solo mafia, no! E’ uno scenario di guerra!”.
-34 ANNI DOPO IL “TERREMOTO” STRAGISTA
A 34 anni da quel sabato “terremotato” sappiamo della “TRATTATIVA MAFIA-STATO”.
“Trattativa” avvenuta con il supporto del terrorismo neofascista, la “PISTA NERA” , di cui, “in tempi non sospetti”, Falcone, e non solo lui, aveva piu’ volte tentato di attenzionare.






