22 Maggio 2026
Mario Biondi torna a casa: il concerto al Metropolitan

Il cantante catanese celebra i vent’anni di “Handful of Soul” tra musica, e ricordi. “Catania merita tanto, umili sì ma non facemu i babbi”
Al Teatro Metropolitan non è stato soltanto un concerto, ma un ritorno alle origini carico di memoria, ironia e appartenenza quello di Mario Biondi, che ieri sera ha celebrato davanti al pubblico catanese i vent’anni di “Handful of Soul”, l’album che lo consacrò sulla scena internazionale grazie al successo di “This Is What You Are”.
“Vi aspettavo più numerosi stasera…”, ha detto, salvo poi stemperare subito l’atmosfera con un sincero “grazie mille per la vostra presenza”. Da lì in avanti il concerto si è trasformato in un lungo racconto personale, intrecciato ai brani che hanno segnato oltre quattro decenni di carriera.
“Il viaggio nasce a Catania più o meno 50 anni fa”, ha raccontato Biondi, ricordando la crescita artistica e umana vissuta nel capoluogo etneo. Ha parlato della sua infanzia a Porta Garibaldi, degli artisti che gli hanno trasmesso l’amore per la musica e di quella città che, nonostante gran parte della vita trascorsa lontano, continua a sentire profondamente sua. “La sento sempre mia questa città”, ha detto dal palco.
Nel corso della serata Biondi è tornato anche sulle polemiche nate nelle ultime settimane attorno a Sal Da Vinci e al brano “Per sempre sì”, diventato un tormentone dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2026. Tutto era nato da alcune ironie e interpretazioni legate alle dichiarazioni del cantante catanese sul fenomeno mediatico costruito attorno alla canzone e all’immagine di un’Italia “pizza e mandolino”, oltre che da una sua esibizione ironica del brano durante uno spettacolo.
Dal palco del Metropolitan Biondi ha voluto chiarire definitivamente la sua posizione: “Con Sal ho un bellissimo rapporto, ci conosciamo da più di vent’anni. Sono stato frainteso. Non volevo prenderlo in giro, stavo solo cantando la sua canzone”. Parole accolte dagli applausi del pubblico, con Biondi che ha ribadito di non avere mai avuto intenzione di attaccare l’artista napoletano, protagonista negli ultimi mesi di diverse discussioni mediatiche seguite alla vittoria sanremese e alla partecipazione all’Eurovision.
Tra un brano soul e una parentesi autobiografica, Biondi ha anche salutato il presentatore catanese Salvo La Rosa, legati da anni di amicizia, e Nicola, seduto in prima fila, amico dei tempi in cui faceva pratica in uno studio odontoiatrico. “Mi diceva sempre: devi cantare”, ha raccontato. Ma allora il padre non voleva che intraprendesse la carriera musicale.
Nel corso della serata il cantante ha proposto anche alcuni brani tratti dal suo ultimo album “Prova d’autore”, il primo progetto interamente in italiano della sua carriera, alternandoli ai grandi successi che hanno segnato il suo percorso artistico.
Momento particolarmente intenso quando il cantante ha raccontato di una coppia di spettatori del concerto di Napoli presenti anche a Catania. In platea, inoltre, erano presenti persone di diverse nazionalità, a conferma del respiro internazionale di un artista che, pur avendo conquistato il mondo, continua a cercare nel pubblico della sua terra un legame autentico.
Nel finale Biondi è sceso tra la gente per l’ultima canzone, abbracciando simbolicamente il suo pubblico. “In questi 43 anni di musica mi avete sostenuto”, ha detto con emozione. Poi la riflessione finale dedicata alla città: “Catania merita tanto, è una città bellissima. Ho sempre la sensazione che questa umiltà nostra catanese talvolta ci tappi un po’ le ali. Umili sì, ma non facemu i babbi”. Una frase che ha chiuso la serata tra applausi e senso di appartenenza, lasciando il pubblico con l’impressione di avere assistito non solo a un concerto, ma a una confessione musicale lunga una vita.






