20 Maggio 2026

Corse clandestine di cavalli nel Trapanese: cinque arresti

Corse clandestine di cavalli nel Trapanese: cinque arresti

Indagine della Procura di Marsala sulle corse clandestine di cavalli tra Castelvetrano e Triscina: cinque misure cautelari e accertati maltrattamenti sugli animali


Su richiesta della Procura della Repubblica di Marsala, il Gip del Tribunale lilibetano ha emesso un’ordinanza cautelare nei confronti di cinque cittadini italiani accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’organizzazione e promozione di corse clandestine di cavalli.



Il provvedimento dispone un divieto di dimora in Sicilia per uno degli indagati e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri quattro soggetti, originari di Palermo, Campobello di Mazara e Castelvetrano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe organizzato competizioni clandestine in aree rurali di Castelvetrano, in particolare nella zona di Triscina, utilizzando applicazioni di messaggistica per raccogliere adesioni di fantini e proprietari di cavalli, programmare le gare, diffondere le batterie di partenza e condividere i video delle competizioni.

L’indagine, avviata nel febbraio 2024 dopo la segnalazione di un’associazione ambientalista, è proseguita fino al luglio 2025 attraverso attività tecniche, installazione di telecamere, analisi forensi sui cellulari degli indagati e accertamenti effettuati dal Servizio Veterinario dell’ASP e dal Nucleo CITES Carabinieri Palermo.

Gli investigatori avrebbero inoltre documentato gravi maltrattamenti ai danni degli animali, sottoposti a modalità di allevamento e allenamento ritenute incompatibili con il benessere animale, oltre alla somministrazione di sostanze dopanti vietate per aumentarne le prestazioni.

In un episodio, uno dei cavalli avrebbe riportato persino la frattura di una zampa durante una gara clandestina.

Le indagini hanno inoltre coinvolto altri sette soggetti, residenti in diverse province siciliane, indagati per aver partecipato alle competizioni come fantini o proprietari degli animali, pur non facendo parte dell’associazione contestata.

Le indagini preliminari risultano ancora in corso e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

redazione

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