19 Maggio 2026
Shamani Siciliani, l’adranita Gloria Santangelo e il canto che viene dalla terra

C’è qualcosa di antico nel modo in cui Gloria Santangelo canta
Qualcosa che non si spiega soltanto con la tecnica o con la sensibilità artistica, ma che affonda le radici in una terra precisa: la Sicilia, e più in fondo ancora Adrano, il paese alle pendici dell’Etna dove la giovane cantautrice catanese è cresciuta.
“Shamani Siciliani” è il titolo del suo nuovo singolo, e già da solo dice molto. Non è un omaggio folkloristico né un esperimento esoterico: è un’affermazione di appartenenza, un modo di stare nel mondo attraverso la musica. Un’etnomusic personale e riconoscibile, che trova in Rosa Balistreri un riferimento morale prima ancora che stilistico, e che da lì si spinge verso territori più oscuri, dove il suono diventa rito.
La copertina è una dichiarazione d’intenti. Il volto di Gloria porta segni che non sono ornamento:
«Ogni segno racconta una visione, una memoria antica, un passaggio dell’anima», spiega l’artista. La musica obbedisce alla stessa logica. Il brano nasce da una domanda che Gloria porta con sé da tempo: quanto pesa davvero ciò che siamo, al di là di come appariamo? La risposta non è concettuale, ma spirituale — fatta di energia, guarigione, preghiera, unione tra esseri.
Sullo sfondo pulsa la Sicilia. Non come cartolina né come nostalgia, ma come forza viva: mistero, radici, identità. Una terra che trasforma chi la abita e chi sa ascoltarla. “Shamani Siciliani” non è un brano da seguire con la mente. È da lasciar entrare — a occhi chiusi, senza resistenza.






