17 Maggio 2026
Finto maresciallo truffa pensionata

I Arma dei Carabinieri di Sant’Agata li Battiati hanno denunciato un 32enne campano accusato di aver truffato una pensionata di 67 anni facendole bonificare 50mila euro con la tecnica del falso carabiniere
Ancora una truffa ai danni di un’anziana nel Catanese. I Arma dei Carabinieri della Stazione di Sant’Agata li Battiatihanno denunciato, sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, un 32enne campano accusato di truffa aggravata ai danni di una pensionata di 67 anni.
La donna sarebbe stata agganciata attraverso un SMS apparentemente inviato da una nota società di pagamenti digitali. Nel messaggio veniva segnalata una presunta operazione sospetta da circa 900 euro e veniva indicato un numero da contattare per bloccare il movimento bancario.
Una volta chiamato quel recapito, la 67enne avrebbe parlato con un falso operatore che le avrebbe raccontato di un dipendente coinvolto in truffe, insinuando il timore che il suo conto fosse in pericolo. Poco dopo sarebbe entrato in scena un altro complice, qualificatosi come “maresciallo dei Carabinieri”, con tanto di logo dell’Arma comparso sul display del cellulare.
L’uomo avrebbe convinto la pensionata a recarsi immediatamente in banca, invitandola a non parlare con nessuno per non compromettere le “indagini”. Seguendo le istruzioni telefoniche, la donna avrebbe quindi effettuato un bonifico di ben 50mila euro, pari ai risparmi di una vita, verso un IBAN indicato dal truffatore, convinta che si trattasse di un conto sicuro temporaneo.
Solo successivamente la vittima si è resa conto dell’inganno e si è rivolta ai veri Carabinieri. Le indagini avviate dai militari hanno permesso di accertare che le utenze telefoniche utilizzate erano intestate a cittadini extracomunitari e che il denaro era stato immediatamente prelevato dal titolare del conto ricevente e trasferito su altri conti online.
L’episodio riaccende l’attenzione sulle truffe telefoniche ai danni degli anziani, con i Carabinieri che invitano i cittadini a non fornire dati personali o bancari e a contattare immediatamente le forze dell’ordine in caso di richieste sospette.






