16 Maggio 2026
Belpasso, caos farmacie: la consigliera Fiorella Vadalà rompe il silenzio

La consigliera comunale Fiorella Vadalà interviene: accuse di ingiustizie, polemiche sulla decima farmacia e richiesta di servizi per la zona di Valcorrente
Si accende ulteriormente il dibattito sul caso delle farmacie a Belpasso. A intervenire con parole dure è la consigliera comunale Fiorella Vadalà, facente parte del Gruppo Insieme per Belpasso che fa riferimento all’On. Giuseppe Zitelli. Vadalà prende posizione sulla discussa vicenda della decima farmacia e sulle polemiche politiche che ne sono seguite.
La consigliera ha voluto innanzitutto chiarire la propria posizione in aula: «Io non ho votato per la decima farmacia perché non ero presente e mi sono astenuta sulla decisione relativa a questa mozione, che era soltanto un atto di indirizzo».
Vadalà punta poi il dito contro il clima che si sarebbe creato attorno alla vicenda, parlando apertamente di “illazioni”, “ingiurie” e “ingiustizie”. Nel mirino soprattutto le accuse e le insinuazioni che, secondo la consigliera, avrebbero colpito attività storiche del territorio.
«Si parla di illazioni e ingiurie nei confronti di attività commerciali dignitose che negli anni hanno servito la comunità. Non c’è stato rispetto verso queste realtà che hanno dato un servizio importante al paese», afferma.
Secondo la consigliera, il problema principale riguarda la distribuzione dei servizi sul territorio comunale, con particolare riferimento alla zona di Valcorrente.
«Si sta deliberatamente privando una parte del paese come Valcorrente, che conta circa 2 mila abitanti, di un servizio essenziale come la farmacia», sostiene Vadalà, contestando l’ipotesi di concentrare nuove sedi farmaceutiche nel centro urbano.
«Perché saturare il centro con altre farmacie quando nelle periferie mancano ancora servizi fondamentali? Anche i cittadini di Valcorrente sono belpassesi e hanno diritto ad accedere a un servizio sanitario», aggiunge.
Nel suo intervento, la consigliera lancia anche interrogativi pesanti sulle motivazioni politiche dietro la vicenda: «Qual è la risposta? Una sete di vendetta? Un’azione di ritorsione nei confronti di qualcuno? O un favore verso altri?».
Parole che rischiano di alimentare ulteriormente il confronto politico attorno a una questione che continua a dividere amministrazione, consiglio comunale e cittadini.






