15 Maggio 2026
Clan Giuliano, confisca beni per 3 milioni di euro

Confiscati dalla DIA beni per circa 3 milioni di euro riconducibili a Salvatore Giuliano, ritenuto esponente dell’omonimo clan collegato ai Cappello
Su richiesta congiunta della Procura Distrettuale di Catania e della Direzione Investigativa Antimafia, il Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione – ha disposto la confisca di beni nei confronti di Salvatore Giuliano, attualmente detenuto e ritenuto dagli investigatori uno dei principali esponenti dell’omonimo clan operante tra Pachino e Portopalo di Capo Passero, storicamente collegato al clan Clan Cappello.
Il provvedimento è stato eseguito dalla DIA di Catania e rappresenta l’evoluzione del sequestro di prevenzione effettuato il 13 novembre 2024.

Secondo quanto ricostruito dal Tribunale, che ha accolto l’impianto accusatorio degli inquirenti, Giuliano avrebbe intrapreso il proprio percorso criminale fin da giovane, fino a diventare il capo del gruppo mafioso. Gli investigatori lo descrivono come soggetto di “spiccata caratura criminale” e di “indiscussa pericolosità sociale”, maturata attraverso reati quali associazione mafiosa, estorsioni e delitti contro il patrimonio.
Determinante per il quadro investigativo è stata l’operazione “Araba Fenice”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che avrebbe documentato i rapporti tra il clan Giuliano e i vertici del clan Cappello di Catania.
Proprio nell’ambito di quell’inchiesta, Giuliano era stato condannato dal Tribunale di Siracusa il 17 gennaio 2022 a 24 anni di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione.
Gli accertamenti patrimoniali condotti dal Centro Operativo DIA di Catania avrebbero inoltre evidenziato una forte sproporzione tra il patrimonio riconducibile al soggetto e i redditi ufficialmente dichiarati dal nucleo familiare.
La confisca ha riguardato due società operanti nel settore agricolo, ritenuto strategico nell’economia del territorio pachinese: un’impresa individuale agricola con l’intero patrimonio aziendale e una società di capitali agricola comprensiva di tutto il compendio societario.
Il decreto ha inoltre disposto la confisca di 15 immobili tra terreni e fabbricati, rapporti bancari e postali, oltre alla confisca per equivalente della somma di 134.500 euro ai sensi del Codice Antimafia.
Il valore complessivo dei beni confiscati è stato stimato in circa 3 milioni di euro.





