14 Maggio 2026
Ferrovie, Tanasi (Codacons): bene biglietto unico UE, ma più indennizzi

Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, accoglie positivamente le proposte dell’Unione Europea in materia di trasporto ferroviario, ma avverte che, senza un rafforzamento concreto degli indennizzi, i nuovi diritti rischiano di restare incompleti.
La posizione arriva dopo la presentazione del nuovo “Pacchetto Passeggeri” della Commissione Europea, che punta a semplificare la prenotazione dei viaggi in treno, soprattutto quelli transfrontalieri e con più operatori, attraverso il principio “un viaggio, un biglietto, pieni diritti”.
Per l’associazione si tratta di un passo avanti importante sul fronte della trasparenza e della semplificazione per gli utenti. Consentire ai cittadini di cercare, confrontare e acquistare servizi ferroviari combinati in un’unica transazione rappresenta infatti una misura utile per rendere più accessibile, chiaro e competitivo il sistema dei trasporti ferroviari europei.
Resta però aperto – evidenzia Tanasi – il nodo delle tutele economiche riconosciute ai passeggeri in caso di disservizi. Ancora oggi, infatti, chi viaggia in treno non gode di garanzie paragonabili a quelle previste nel settore aereo. Nel trasporto aereo, in caso di cancellazione o ritardo prolungato, il passeggero può avere diritto, oltre al rimborso e all’assistenza, anche a una compensazione economica che può arrivare fino a 600 euro. Nel settore ferroviario, invece, l’indennizzo resta parametrato al prezzo del biglietto, con il 25% in caso di ritardo tra 60 e 119 minuti e il 50% in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti.
Una disparità che – secondo il Codacons – rischia di lasciare milioni di utenti senza una tutela realmente proporzionata al disagio subito, soprattutto nei casi di cancellazioni, coincidenze perse, ritardi gravi e viaggi complessi che coinvolgono più operatori.
“Il biglietto unico ferroviario è una misura positiva, perché va nella direzione della semplificazione e della maggiore trasparenza per i cittadini — afferma Tanasi — ma non può essere considerato sufficiente se non viene accompagnato da un rafforzamento concreto degli indennizzi. Oggi chi prende un aereo dispone di tutele economiche molto più incisive rispetto a chi viaggia in treno, e questa differenza non è più accettabile in un’Europa che chiede ai cittadini di scegliere mezzi di trasporto più sostenibili. Se si vuole davvero incentivare il trasporto ferroviario, occorre garantire ai passeggeri diritti pieni, automatici e facilmente azionabili in caso di cancellazioni, ritardi e disservizi. Il treno non può essere il mezzo del futuro con diritti del passato“. – conclude Tanasi.





