07 Maggio 2026
Concluso alla Kore di Enna il seminario tecnico-scientifico «Premio INU – Città accessibili a tuttə 2026»

Orientarsi verso ambienti realmente inclusivi, “utopia possibile” per contrastare processi di degrado urbano favorendo benessere e inclusione.
Si è svolto ieri, all’Università Kore di Enna, il seminario tecnico-scientifico “Premio INU – Città accessibili a tuttə 2026 (Human habitat Design e progetto degli ambienti di vita)”, promosso dalla Fondazione habitat umano in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Urbanistica, quale momento di lancio e approfondimento del nuovo bando INU 2026.
Particolare rilievo ha assunto l’ospitalità scientifica e istituzionale dell’Università Kore, con il coordinamento del prof. Gianluca Burgio, Ordinario di Progettazione Architettonica presso lo stesso Ateneo, che ha introdotto i lavori dopo i saluti istituzionali del prof. Francesco Castelli, Direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, e dell’arch. Antonino Rizza, Vicepresidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Enna.
Nella propria prolusione, il prof. Burgio ha sviluppato una riflessione sul passaggio da un approccio progettuale fondato su standard universali verso una concezione del progetto centrata sull’unicità del corpo umano e delle differenti condizioni di accessibilità individuale, evidenziando la necessità di superare modelli indistinti “validi per tutti” per orientarsi verso ambienti realmente inclusivi.
Nel corso del seminario è stato quindi presentato il paradigma Human habitat Design (HhD), che interpreta il progetto dell’ambiente di vita non soltanto come configurazione dello spazio fisico, ma come sistema integrato di relazioni, servizi, salute, sicurezza e condizioni sociali.
«Non basta più curare la persona: occorre progettare il suo ambiente di vita, con particolare riguardo alle condizioni della persona fragile e della famiglia con disabilità», ha dichiarato l’arch. Francesco Ferrara, presidente della Fondazione habitat umano, promotrice dell’iniziativa.
I lavori sono proseguiti con l’intervento di Iginio Rossi, coordinatore della Community INU “Città Accessibili a tuttə”, che ha illustrato il nuovo bando nazionale 2026 e i risultati dell’edizione 2025, proponendo una lettura dell’accessibilità come “metamorfosi”, ovvero come trasformazione culturale e paradigmatica capace di interpretare la complessità contemporanea.
In collegamento da Napoli, è intervenuto il maestro dell’architettura contemporanea italiana, Massimo Pica Ciamarra, che ha evidenziato come l’inclusione possa rappresentare una “utopia possibile” per contrastare processi di degrado urbano e dinamiche trasformative che troppo spesso generano esclusione anziché integrazione.
La prof.ssa Celestina Fazia, professore Associato di Urbanistica presso la Kore, ha presentato esperienze di partecipazione e promozione dell’inclusione urbana, illustrando casi concreti e attività progettuali orientate a una nuova “offerta di città”.
Elisabetta Schiavone, architetto PhD e membro CERPA Italia ETS, tra i protagonisti della redazione delle nuove “Linee guida PEBA” della Regione Emilia-Romagna, ha richiamato l’esigenza di affrontare il tema dell’accessibilità anche in chiave climatica, di genere e di sicurezza urbana e domestica inclusiva.
A concludere i lavori è stato l’intervento del dott. Paolo Degiovanni e della dott.ssa Romana Scandolari del MUSE – Museo delle Scienze di Trento (EDI equità, diversità, inclusione), presentato come best practice individuata dalla Fondazione habitat umano per la coerenza con il paradigma Human habitat Design e per il modello di “ecosistema” culturale, educativo e urbano ritenuto scalabile e replicabile anche in altri contesti territoriali.
Nel corso del dibattito finale, dall’uditorio sono inoltre emerse nuove manifestazioni di interesse e possibili candidature di laureandi del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università Kore, insieme a prospettive di futuri assi di ricerca interdisciplinare incentrati sul tema del progetto dell’ambiente di vita secondo il paradigma Human habitat Design.
Il seminario ha registrato la partecipazione di professionisti, studiosi, amministratori, studenti e rappresentanti del terzo settore, confermando l’interesse crescente verso nuovi modelli di progettazione inclusiva e qualità dell’ambiente di vita.
Si allegano: CS (word e PDF), n.2 foto (versione orizzontale e verticale): da sinistra: Arch. Francesco Ferrara (Presidente Fondazione habitat umano), Prof.ssa Celestina Fazia (Associato di Urbanistica – Università Kore di Enna), Prof. Gianluca Burgio (Ordinario di Progettazione Architettonica – Università Kore di Enna), al termine del seminario tecnico-scientifico “Premio INU – Città accessibili a tuttə 2026 (Human habitat Design e progetto degli ambienti di vita)” svoltosi all’Università Kore di Enna mercoledì 06.05.2026.





