03 Maggio 2026

La mappa del rischio incendi in città non riguarda solo le aree verdi

La mappa del rischio incendi in città non riguarda solo le aree verdi

Prevenzione, risorse adeguate e salvaguardia del verde. Questi i tre cardini necessari a garantire un’estate sicura in tutta la Sicilia. Parola del Segretario Nazionale FISI Carmelo Barbagallo. «Ogni anno, proprio in questo periodo, scatta un’emergenza continua. Già nel mese di maggio l’allerta roghi ha interessato l’intera provincia di Catania. Con il numero di unità ridotte e con così tante zone da monitorare, in caso di vasti roghi, possono intervenite le squadre provenienti dalle altre provincie siciliane. Dopo gli eventi dovuti all’Uragano Harry – prosegue Barbagallo – c’è una estrema necessità di attivare un piano di prevenzione radicale. Le quadre boschive aggiuntive sono fondamentali in talsenso ma l’obiettivo principale- conclude il vigile del fuoco- resta quello di salvaguardare la popolazione e garantire la sicurezza dei soccorritori. Per fare ciò anche le amministrazioni comunali locali devono fare la loro parte. Come? intervenendo in una costante azione preventiva che preveda la cura del verde nei parchi e nelle grandi aree abbandonate».

«I lavori di salvaguardia dai roghi vanno compiuti in primavera e non a ridosso del periodo estivo – ribadisce Orazio Cosentino, presidente associazione “Ama il tuo quartiere” – interventradicali, soprattutto in terreni vasti decine di ettari, per evitare che le squadre dei vigili del fuoco oggifacciano la spola da unaparte all’altra della città per spegnere le fiamme».



A Catania la mappa dei rischi incendi ha le sue zone calde. Lo schema tracciato delle aree maggiormente a rischio non riguarda solo la periferia: c’è pure la circonvallazione, via Vincenzo Giuffrida, Corso dei Martiri, viale della Regione, viale Kennedy, viale Vittorio Veneto, viale Africa, via Colombo.

«Non si tratta solo della mancata bonifica dei terreni abbandonati – Filippo Gianrizzo, commerciante del viale Kennedy- il rischio incendi è un tema molto più complesso che riguarda anche la presenza di baraccopoli enormi dove accanto a stufe, bombole di gas e cucine di fortuna si trovano accatastati montagne di materiale infiammabile come copertoni, vecchi mobili e coperte. Basta una scintilla e scoppia un inferno com’è già successo in via Acquicella Porto. Lo stesso problema – prosegue Gianrizzo- si verifica all’interno dei parchi troppo grandi per essere controllati come nel territorio di Monte Po o a San Nullo con il parco degli Ulivi dove vengono nascosti materiali pericolosi e, successivamente, dati alle fiamme per eliminare qualsiasi traccia».

Damiano Scala

Damiano Scala