25 Aprile 2026
La promozione passa dal Toscano Bis

I soloni del calcio benedicono il mister prima cacciato a colpi di post e commenti social
Nel calcio moderno esistono poche certezze: il pallone è rotondo, gli arbitri sbagliano e sui social tutti sono allenatori. A Catania, però, si è andati oltre: qui si processa il tecnico il lunedì, lo si rimpiange il mercoledì e lo si incorona di nuovo la domenica successiva. Per mesi il ritornello era uno solo: «Toscano non fa giocare bene la squadra».
Una sentenza pronunciata con la sicurezza di chi ha appena finito il corso UEFA Pro… su Facebook
Detto, fatto: Mimmo Toscano saluta, arriva Wiliam Viali e il Catania scopre che si può anche giocare peggio. Con il nuovo corso arrivano infatti primati inattesi: primo gol subito al Massimino, prima sconfitta casalinga, trasferta sempre in modalità turismo e un generale senso di smarrimento che neppure Google Maps avrebbe saputo risolvere. E così, come nei migliori sequel cinematografici, torna lui: Domenico Toscano, detto il Re delle promozioni dalla Serie C alla Serie B. Un ritorno accolto da chi fino a ieri lo voleva lontano da Catania e oggi lo osanna come il messia calcistico sotto casa. La prima al Massimino, penultima di regular season, però è un déjà vu: squadra spenta, poche idee, attacco in modalità risparmio energetico. Il pareggio arriva solo grazie a Cicerelli dal dischetto. Al triplice fischio parte la contestazione, soprattutto dalla Curva Nord, perché a Catania anche i finali aperti devono avere una colonna sonora drammatica.
Ma niente è perduto. Ci sono i playoff, e non è poco.
Da seconda o da terza cambia il percorso, ma restano evitate diverse trappole iniziali, quelle partite da dentro o fuori dove basta un rimpallo storto per passare dalla gloria alla seduta di autocoscienza collettiva. Cosa resta allora di questo finale di campionato? Una lezione semplice e universale: i tifosi, pur animati da passione infinita, raramente possiedono competenze tecniche definitive. E il calcio, specie lontano dai laboratori della Champions League, è materia caotica, irrazionale e allergica alle sentenze preventive.
Oggi Toscano torna con la benedizione degli stessi professori e soloni che ne avevano chiesto l’esonero. Domani, chissà. Perché a Catania il vero campionato non finisce mai: si gioca ogni giorno tra bar, tastiere e commenti illuminati.






