25 Aprile 2026

Carburanti, Sicilia con il fiato sospeso: il conto rischia di arrivare all’improvviso

Carburanti, Sicilia con il fiato sospeso: il conto rischia di arrivare all’improvviso

L’Italia intera sta attraversando un periodo delicato sul fronte carburanti, ma in questo scenario quella che sembra soffrire più di tutte è la Sicilia.

Per la prima volta, forse, il diesel non è più conveniente rispetto alla benzina: circa 1,80 euro contro 2,09, con punte persino di 2,20 euro. Questo, però, non è l’unico problema. All’equazione dobbiamo aggiungere anche gli allarmismi vari ed eventuali, come chi ha interpretato male l’annuncio di uno sciopero che, secondo alcuni, avrebbe messo in ginocchio la città di Catania e l’intera provincia. Uno tsunami scatenato da una sola frase: “Il porto di Catania è stato chiuso”. Ma era tutto diverso da quello che si credeva: anche se il blocco al porto c’è stato, non è avvenuto come si temeva. I collegamenti via terra, infatti, non sono mai stati interrotti e, di conseguenza, non c’è mai stata la possibilità che venissero a mancare beni di prima necessità o carburante.



Eppure, nel giro di poche ore, è successo di tutto. L’intera provincia paralizzata, code ai distributori come se stessimo entrando in guerra in prima persona. Un allarmismo generato da un passaparola nato anche sui social. Nonostante questo sciame inutile di notizie, però, ci sono amarissime realtà con cui fare i conti. E una di queste l’aveva anticipata già in passato Ivan Calabrese, presidente Figisc Confcommercio, con una previsione che dovrebbe metterci davvero in allarme: il carburante potrebbe arrivare a 3 euro al litro. A questo punto è necessario porsi una domanda: in quali casi potrebbe succedere? L’effetto domino si riverserebbe anche su beni di prima necessità e bollette, ma perché?

La risposta ruota attorno alla nuova geopolitica internazionale tra America e Iran, con parte delle tensioni concentrate sullo Stretto di Hormuz, dove sarebbe in atto un blocco navale e dove transita circa il 25% del petrolio mondiale. Tenendo conto del fatto che le accise tornerebbero alla normalità dal 2 maggio, con circa 25 centesimi in più sui costi, e con barili che potrebbero arrivare a costare persino 200 euro, lo scenario diventa inquietante. Se queste previsioni dovessero avverarsi, il rischio di un vero “lockdown energetico” sarebbe una delle possibili conseguenze. E non solo.

Ricordate quello che è successo pochi giorni fa alle pompe di benzina? Bene: il timore è che, presto, i benzinai possano davvero restare senza carburante e, ancor peggio, che il costo della vita aumenti in modo drastico. Si parla di rialzi anche oltre il 30% sui beni alimentari e non solo, e di aumenti pesanti sulle bollette di corrente elettrica e gas, mentre l’estate incombe e le prospettive non sono delle migliori.

Mattarella, per evitare tutto questo, prolungherà lo sconto sulle accise? A questa domanda, per il momento, non c’è risposta. Ma, a giudicare dal silenzio sulla questione, le accise potrebbero tornare e con loro nuove criticità: bisognerà comunque attendere il prossimo 2 maggio 2026.

«La disinformazione, purtroppo, la fa sempre da padrona, ma il problema legato ai costi del carburante rimane come una ferita aperta che non si rimargina facilmente- Ivan Calabrese -. Il prossimo 30 aprile scadranno i termini sulla defalcazione momentanea delle accise e il resto è tutto da scoprire. Davanti a noi non si prospetta uno scenario facile: probabilmente le accise torneranno, inserite in modo graduale con molta probabilità e questo comporterà, appunto, un ulteriore aumento di 25 centesimi sul gasolio e non solo».

Nel corso degli ultimi mesi, infatti, la benzina ha registrato un’impennata di 8 centesimi, con una media nazionale che si aggira tra 1,77 e 1,79 euro al litro. Il diesel, invece, sarebbe salito in modo più marcato, con un incremento indicato intorno a 36 centesimi e una media nazionale che si attesterebbe tra 2,11 e 2,17 euro al litro, anche se nel Catanese, alla data del 22 febbraio, alcuni rifornimenti avrebbero registrato un prezzo di 1,99 euro al litro.

Inevitabilmente, tutto ruota intorno al conflitto America-Iran e lo scenario potrebbe peggiorare rispetto a quanto vissuto finora, come sottolinea Calabrese: «Continuando su questa scia e con questo effetto domino di aumenti, non mi stupirei se a giugno avessimo costi di 3 euro al litro».

Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino