24 Aprile 2026
Zona industriale di Catania, l’emergenza è un altra, Tringale: «Non sono un pericolo»

La zona industriale di Catania, cuore pulsante della città per molteplici motivi, è oggetto di interesse per investimenti, ma anche fonte di problematiche di vario tipo. E questa volta non si tratta delle buche, che sembrano vere voragini, né dei lavori di ripristino che stanno per cominciare, ma dei cagnolini che della Zona Industriale hanno fatto la loro casa.
Non si parla soltanto di randagismo, ma di una criticità alimentata da numerosi fattori, a cominciare dagli abbandoni. Sui social sono nati da tempo gruppi dedicati, dove si attiva uno scambio continuo di informazioni: cani che purtroppo fuggono e che le famiglie non riescono a ritrovare facilmente, altri che vengono abbandonati per strada e lasciati a loro stessi, ignari di ciò che la quotidianità può riservare e, soprattutto, estranei a una vita in strada perché, fino a poco prima, accuditi ogni giorno.
La conferma arriva anche dalle segnalazioni relative proprio alla Zona Industriale: alcuni cani sono stati recuperati nei pressi di Ikea, in evidente stato confusionale e spaesati, con ogni probabilità abbandonati lì, alla mercé di nessuno. Tanti altri, invece, sono nati proprio nella Zona Industriale o, una volta giunti lì, hanno comunque trovato chi si prende davvero cura di loro. A intervenire giorno dopo giorno sono associazioni che, con ogni mezzo, cercano di garantire assistenza e supporto sul territorio: i cani vengono sterilizzati, accuditi e nutriti, con cure costanti, tra antiparassitari e controlli veterinari.
I cani presenti nella Zona Industriale, infatti, e che possono rimanere lecitamente sul territorio, sono censiti e microchippati dal Comune di Catania.
«I cani della Zona Industriale non sono un pericolo»
Eppure l’emergenza permane e la conferma arriva dal branco avvistato nel corso degli ultimi giorni lungo un’arteria importante e nevralgica della zona industriale: quella dove si trova l’interporto e che conduce verso l’XIII Strada, dove ha sede anche la ST.
Ci sono delle precisazioni molto importanti da fare, però, sui cani che si vedono per le strade della Zona Industriale. Sono cagnolini che di quell’area hanno fatto la propria casa: non a caso hanno costruito legami anche con chi si trova quotidianamente sul territorio, hanno punti di stallo in alcune aziende e non solo. Qualcuno ha portato per loro anche delle piccole cucce dove potersi riposare: sono poche, ma comunque presenti.
Inoltre, sono davvero tanti i volontari, come Alessandro Tringale di teg4friend, che si occupano di loro a 360 gradi, così come indicato precedentemente. Ed è proprio Tringali a spiegare come stanno davvero le cose per i cagnolini della Zona Industriale, definiti “cani territoriali” e non randagi:
«Attenzione, questi cani sono censiti dal Comune. Le femmine di quel branco sono sterilizzate, il maschio bianco e nero è sterilizzato e microchippato. Quindi non parliamo di randagi sconosciuti: sono seguiti al 100%».
«Il pericolo, però, non riguarda soltanto la loro presenza, anche perché nella maggior parte dei casi si tratta di cani docili, spesso in cerca di una carezza – sottolinea Tringali –. Il nodo è un altro: in un contesto come questo esiste un rischio, prima di tutto per gli animali, e poi anche per automobilisti e autotrasportatori che percorrono queste strade, esponendosi a un’alta possibilità di incidenti pericolosi».

Cani alla Zona Industriale – FreePressOnline
I problemi su cui deve concentrarsi l’attenzione, così come spiegaTringali alla redazione di FreePressOnline, sono ben altri: «I cani della Zona Industriale non sono un pericolo. Semmai è più pericolosa l’incuria generale e la disattenzione di chi guida. Perché poi ci si concentra sulla cuccia del cane e si dice che rovina il decoro della Zona Industriale, quando a dieci metri hai discariche di filtri, olio esausto, rifiuti di ogni tipo. Questo è il punto: il problema non è la cuccia del cane, è tutto il resto».





