23 Aprile 2026

Giarre, Il “Leonardo” riscopre i partigiani locali

Giarre, Il “Leonardo” riscopre i partigiani locali

GIARRE. In un’epoca che rischia l’oblio, i giovani di Giarre hanno scelto di farsi custodi del passato. Stasera, giovedì 23 aprile, l’aula magna del Liceo “Leonardo” si è trasformata in un laboratorio di cittadinanza attiva per la cerimonia conclusiva del progetto “I nostri partigiani”. Un’iniziativa che non è stata una semplice lezione di storia, ma un vero atto di giustizia verso figure spesso dimenticate dai libri di testo: i combattenti siciliani della Resistenza.
Un ponte tra generazioni
Sotto la guida della dirigente Tiziana D’Anna e il coordinamento appassionato delle professoresse Gabriella Gullotta e Pina Borzì, gli studenti delle classi 3A, 3H, 4E, 4H e 5E, guidati anche dai professori Marzia Andronico, Gabriella Cantarella, Giuseppe Cristaudo, Gregorio Musumeci, Letizia Torrisi hanno vestito i panni di giovani storici. Collaborando con la sezione Giarre-Riposto dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) e il Liceo Artistico “Guttuso”, i ragazzi hanno condotto un certosino lavoro di ricerca storico-documentale, riuscendo a ricostruire l’identità fisica e morale di tre concittadini, “testimoni di libertà”:
Antonino Garufi: un uomo che ha vissuto sulla propria pelle il sacrificio della lotta, la cui storia è stata rievocata grazie alla testimonianza della figlia Antonietta Rita.
Paolo Maccarrone: il cui profilo umano e civile è riemerso nei ricordi del figlio Sebastiano.
Angelo Vasta: la cui eredità morale è stata raccolta dal nipote Giuseppe.
Il valore aggiunto del progetto è stato proprio il contatto umano: gli studenti non si sono limitati a leggere archivi, ma hanno ascoltato le voci dei discendenti, salvando dall’anonimato frammenti di vite straordinarie.
La forza della ricerca
L’importanza di questo lavoro è stata ribadita da Pina Palella, presidente provinciale Anpi: “L’Anpi oggi è un ente morale riconosciuto dallo Stato che continua a portare avanti il lavoro dei partigiani di garantire la libertà e la democrazia. La storia della resistenza e dei partigiani che l’hanno iniziata va fatta conoscere ai giovani per educarli a questi fondamentali principi”.
La professoressa Gullotta ha poi acceso i riflettori su un vuoto storiografico: “Poco e niente si parla dei partigiani siciliani i cui nomi non compaiono nei libri della resistenza pur essendoci diversi di loro che si sono particolarmente distinti per atti di valore. È importante rimarcare l’aspetto storico e formativo della resistenza e soprattutto ascoltare le testimonianze dei protagonisti”.
L’arte e il futuro
Mentre il Liceo “Leonardo” scavava tra le carte, gli studenti del Liceo Artistico “Guttuso” hanno dato forma visiva alla memoria con un’installazione potente: un lunghissimo nastro che riportava i nomi dei partigiani siciliani rimasti troppo a lungo nell’ombra.
Il progetto, però, non finisce qui. La ricerca continuerà per dare luce a nuovi nomi, come Alizzi, Sicurella, Lisi e Foti. La professoressa Borzì, ha evidenziato, in conclusione, che l’entusiasmo degli studenti dimostra che la storia, quando viene vissuta con passione, diventa uno strumento fondamentale per acquisire “competenze e conoscenze storiche importantissime“.
La consegna delle targhe ai familiari è stata solo l’atto finale di un percorso che ha dimostrato come la libertà, oggi, passi ancora attraverso la conoscenza.
Mario Pafumi

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Mario Pafumi

Mario Pafumi

mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.