22 Aprile 2026

Bonaccorsi e Ciancio: stop al voto sul Prg del Porto di Catania

Bonaccorsi e Ciancio: stop al voto sul Prg del Porto di Catania

Catania, 21 aprile 2026 – Alla vigilia del voto in Commissione alla Camera sul nuovo Piano Regolatore del Porto di Catania, emergono criticità rilevanti che mettono in discussione l’intero progetto

I parlamentari M5s Bonaccorsi e Ciancio chiedono al Parlamento di sospendere la votazione per chiarire i numerosi dubbi tecnici, ambientali e procedurali.

Ricorsi al Tar e violazioni normative

Sono già stati presentati diversi ricorsi al TAR, che evidenziano problemi significativi:



  • possibili violazioni della normativa europea sulla VAS
  • assenza di un Documento di Pianificazione Strategica (DPSS) aggiornato
  • difetti di competenza territoriale
  • mancata tutela di aree naturalistiche di pregio come la Scogliera dell’Armisi e la Foce dell’Acquicella

Dati tecnici contestati: errore sull’estensione

Uno degli elementi più critici riguarda i dati tecnici alla base del progetto.

Nel parere del Consiglio di Stato si parla di un ampliamento di circa 150 metri lato nord. Tuttavia, verifiche sui decreti ministeriali indicano una realtà ben diversa: l’estensione sarebbe di circa 600 metri lungo la costa, cioè quattro volte superiore.

Un errore considerato sostanziale, capace di compromettere l’intero iter decisionale.

Assenza di valutazione degli impatti

Altro punto centrale è la mancata Analisi di Impatto della Regolazione (AIR), da cui il progetto è stato esentato senza adeguate motivazioni.

Secondo i parlamentari, non sono stati valutati in modo completo:

  • gli effetti su equilibrio socio-economico
  • le conseguenze su infrastrutture e assetto urbano
  • l’impatto reale sulla città di Catania, principale destinataria del piano

Rischi ambientali per la costa catanese

Particolarmente preoccupanti sono i possibili effetti su due aree simbolo:

  • Scogliera dell’Armisi, destinata a interventi turistici e cantieristici
  • Foce del Torrente Acquicella, prevista per funzioni logistiche e commerciali

Il rischio evidenziato è una trasformazione irreversibile del paesaggio costiero.

La richiesta al Parlamento

Alla luce delle criticità emerse, Bonaccorsi e Ciancio chiedono di fermare l’iter e approfondire tutti i punti controversi.

“Non si può votare un piano basato su dati incongruenti e senza una adeguata valutazione degli impatti.”

Il timore è quello di compromettere in modo definitivo il rapporto tra porto e città.

redazione

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