16 Aprile 2026

Psicosi da Carburante a Catania: scatta la corsa alle pompe (inutilmente)

Psicosi da Carburante a Catania: scatta la corsa alle pompe (inutilmente)

A Catania scatta la psicosi da carburante, e non si tratta soltanto dell’aumento lampante e preoccupante dei costi del gasolio e non solo. È bastato l’annuncio di uno sciopero che ha innescato l’allerta: la paura di rimanere “a secco”, di non poter nemmeno andare a lavoro, accompagnare i figli a scuola o compiere la minima mansione quotidiana. Insieme alla paura di un’imminente emergenza.

Qualcuno la lega anche al trauma che molti si portano dietro dal Covid-19, dallo stallo arrivato con la guerra in Ucraina nelle sue prime battute, e tanto altro ancora.



Per molti cittadini catanesi (e non solo) la paura arriva anche dal passato, da quel blocco dei tir che aveva paralizzato le strade e fermato la distribuzione nei supermercati. Ma questo avveniva nel 2002 e lo scenario, oggi, nel 2026, è diverso. Il problema carburanti esiste, ma ha una natura differente: ecco perché bisogna rispondere alla domanda che in queste ore rimbalza ovunque. Blocco del porto, lato commerciale, ed emergenza benzina a Catania sono collegati?

La risposta è negativa: no, non sono collegati. L’assalto alle pompe? Per molti psicosi, per il resto paura della psicosi altrui: il cittadino impanicato che corre a fare scorte, come se la normalità potesse spegnersi in poche ore.

A intervenire sulla questione è stato Ivan Calabrese della sigla sindacale Figisc Confcommercio, che ha subito sottolineato un dato allarmante circa la disinformazione circolata anche sui social: «Una psicosi nata a causa di persone che, attraverso i social, hanno letto una notizia, sono corsi ai presunti ripari innescando paura e allarmismo».

Psicosi da carburante in Italia - FreePressOnline

Psicosi da carburante in Italia – FreePressOnline

Il panico, infatti, era reale. Dopo l’annuncio dello sciopero del Comitato Trasportatori Siciliani, riguardante gli autotrasporti in Sicilia, il “blocco del porto di Catania è diventato, nell’immaginario collettivo, una certezza. Creerà disagi, ma non totali e, soprattutto, non interesserà i rifornimenti di carburante.

Le file ai distributori, cominciate nella giornata del 14 aprile e protrattesi fino a tarda serata in più comuni del Catanese, a quanto pare, sono state inutili. Benzina, gasolio e affini sono presenti nei vari impianti, anche se alcuni sono stati prosciugati nell’attesa del nuovo carico. Calabrese, però, avverte: «Il 30 aprile scadrà il termine relativo alle accise, in un contesto in cui i costi dei carburanti continuano a crescere. Già dal 1 maggio potremmo essere costretti ad aggiungere ulteriori 25 centesimi ai costi. Un prolungamento del provvedimento da parte del Governo, a oggi, sembrerebbe molto improbabile».

Il quadro, però, non si esaurisce qui. Sullo sfondo resta il conflitto tra America e Iran, con il nodo cruciale di Hormuz e le tensioni che continuano a pesare sulla percezione, e sul prezzo, dell’energia. La partita per i cittadini, che stanno avendo la peggio in questo gioco delle parti, si gioca soprattutto sui tempi: «Nel caso in cui dovesse finire la guerra o comunque rimuoversi il blocco navale, si dovrebbe attendere un mese per vedere realmente i prezzi tornare a scendere. In caso contrario, il bollettino è rosso e allarmante: a giugno il carburante potrebbe toccare i picchi di tre euro al litro».

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Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino