05 Aprile 2026

Sparatoria Misterbianco, il ferito e i legami familiari con vecchie vicende di mafia

Sparatoria Misterbianco, il ferito e i legami familiari con vecchie vicende di mafia

Dalla sparatoria di Misterbianco al passato familiare: il nome degli Adornetto torna intrecciarsi con una delle pagine più drammatiche della criminalità locale

Si riaccendono i riflettori su Misterbianco dopo la gambizzazione di Andrea Adornetto. L’episodio riporta alla memoria vecchie e drammatiche vicende legate alla criminalità organizzata nel territorio etneo.



Andrea Adornetto, ferito nei giorni scorsi, è fratello di Antonino Adornetto, titolare della macelleria “Il Leone D’Oro”, ed è figlio di Alfio Adornetto, figura già nota alle cronache giudiziarie. Quest’ultimo fu infatti arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia “Thor”, che fece luce su dinamiche e assetti criminali riconducibili ai gruppi attivi nella zona di Misterbianco e nei comuni limitrofi.

L’omicidio Torre

Il nome di Alfio Adornetto è legato, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, anche a uno degli episodi più efferati degli anni ’90. Era il 1992 quando, stando alle indagini, avrebbe fornito indicazioni agli uomini di Giuseppe Pulvirenti, “u malpassotu”, su dove trovare il giovane Giuseppe Torre, appena 18enne. Il ragazzo venne brutalmente ucciso perché ritenuto vicino – erroneamente – agli ambienti legati a Mario Nicotra, detto “u Tuppu”.

Una ricostruzione che, col tempo, ha restituito una verità ancora più drammatica: Giuseppe Torre era completamente estraneo a contesti mafiosi. La sua unica “colpa”, secondo quanto emerso, sarebbe stata quella di essere il figlio di primo letto della compagna del fratello di Nicotra.

Per quell’omicidio furono ritenuti responsabili, a vario titolo, diversi soggetti: oltre ad Alfio Adornetto, anche Andrea Ventura, Salvatore Guzzetta, Nunzio Zuccaro, Salvatore Grazioso, lo stesso Giuseppe Pulvirenti, Orazio Caudullo e Filippo Malvagna.

L’esecuzione, il 16 febbraio 1992, fu particolarmente cruenta: il giovane venne bruciato vivo all’interno di un’auto riempita di copertoni. Un delitto che ancora oggi rappresenta una delle pagine più nere della storia criminale locale.

Indagini in corso

Oggi, a distanza di oltre trent’anni, il ferimento di Andrea Adornetto riporta inevitabilmente alla luce quei legami familiari e quel contesto che hanno segnato profondamente il territorio. Gli investigatori sono al lavoro per chiarire la dinamica della sparatoria e verificare eventuali collegamenti con ambienti criminali, senza escludere alcuna pista.

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.