04 Aprile 2026
I Municipio, Bassini: «Seduta sospesa per caos»

Il presidente del I Municipio, Francesco Bassini difende la scelta: “Clima ingestibile, ora mozione contro Panzarella”
“Una scelta di responsabilità per garantire ordine e sicurezza”. Con queste parole il presidente del I Municipio Francesco Bassini interviene sulla sospensione della seduta del Consiglio del 3 aprile, segnata – secondo la sua ricostruzione – da tensioni e interruzioni che hanno reso impossibile proseguire i lavori.
Bassini ha spiegato che, negli ultimi minuti dell’assemblea, il confronto si è trasformato in “schiamazzi e interruzioni sistematiche”, costringendolo a richiedere l’intervento della Polizia Municipale e a interrompere la seduta alle 12:24. Storicamente Bassini ha sempre fatto intervenire il pubblico presente, ma stavolta è stato impossibile.
Al centro della vicenda anche il caso della consigliera Florinda Rosalia Panzarella, finita nel mirino per un contenuto social ritenuto offensivo nei confronti delle Forze dell’Ordine.
Il presidente ha sottolineato la differenza tra simboli della cultura pop e quello utilizzato nel post contestato: “Non si tratta di un richiamo ironico o narrativo, ma di un’immagine che evoca odio e delegittimazione verso chi garantisce la sicurezza pubblica”.
Per questo motivo, Bassini ha annunciato che la mozione di censura nei confronti della consigliera, già sottoscritta dalla maggioranza, sarà portata al voto il prossimo 10 aprile.
“Non è un attacco personale – ha precisato – ma un atto a tutela dell’istituzione e del rispetto che deve caratterizzare ogni funzione pubblica”.
La vicenda continua ad alimentare il confronto politico cittadino, tra accuse incrociate e tensioni all’interno delle istituzioni locali.
Di seguito il testo integrale dell’intervento in aula del presidente del I Municipio, Francesco Bassini:
“Cari Colleghi, Gentile Segretario, prendo la parola in questo spazio dedicato alle comunicazioni della Presidenza per intervenire su un fatto che tocca da vicino la dignità di questo Consiglio Municipale e che vede protagonista la Consigliera Panzarella.
Consigliera, nei giorni scorsi, a seguito delle operazioni di ripristino della legalità in Piazza Pietro Lupo, Lei ha diffuso sui social contenuti che ritraggono le Forze dell’Ordine impegnate nel loro servizio, sovrapponendo alla loro immagine un teschio. Un simbolo che, nella sensibilità comune e universale, evoca inequivocabilmente la morte.
Lei ha tentato di giustificare tale gesto parlando di simbologie per la ‘Generazione Z’, richiamando probabilmente il linguaggio visivo dei fumetti o di celebri opere d’animazione come ‘One Piece’. Voglio essere molto chiaro con Lei e con quest’aula: il Primo Municipio non è un fumetto. Esiste una differenza sostanziale e pericolosa tra la simbologia che Lei evoca e quella che ha effettivamente utilizzato. Il teschio dei sognatori: Nel linguaggio pop a cui Lei allude, il cosiddetto ‘Jolly Roger’ di One Piece rappresenta la libertà e il coraggio. Ma quel simbolo è caratterizzato da elementi ludici specifici — come un cappello di paglia — che ne trasformano il significato in un messaggio di speranza e avventura, confinato però in un mondo di finzione.

Il teschio del conflitto: Il simbolo che Lei ha scelto di utilizzare, privo di qualsiasi connotazione ironica o narrativa, è un’icona di morte nuda e cruda. Sovrapposto a immagini reali di agenti in carne ed ossa, perde ogni pretesa di citazione culturale per diventare un atto di delegittimazione e una minaccia visiva.
Noi operiamo in un contesto reale, abitato da cittadini di ogni fascia d’età — quella che definisco la ‘Generazione A’, i nostri anziani, i padri di famiglia, i lavoratori — persone che in un teschio rosso non leggono un’allegoria della libertà, ma un segnale di odio e violenza. Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di usare comunicazioni recepibili da tutte le generazioni, specialmente in un momento di forte tensione sociale dopo l’inaccettabile irruzione di martedì scorso in Consiglio Comunale.
Consigliera, il giorno in cui ci siamo insediati, abbiamo pronunciato una formula solenne: ‘Giuro di adempiere le mie funzioni con scrupolo e coscienza nell’interesse del Comune, in armonia agli interessi della Repubblica e della Regione.’ Associare simboli funebri a servitori dello Stato tradisce questo impegno sotto tre profili costituzionali: Dovere di Disciplina e Onore (Art. 54); Unità della Repubblica (Art. 5 e 114); Imparzialità e Buon Andamento (Art. 97).
Per queste ragioni, come Presidente, prendo formalmente le distanze dalla Sua condotta. Ho già predisposto una mozione di censura nei Suoi confronti che porterò alla prossima conferenza dei capigruppo. Sia chiaro: questa mozione non è un attacco personale. Si basa su fatti oggettivi e documentati. Il mio è un atto a esclusiva tutela dell’Istituzione che presiedo.”






