03 Aprile 2026

ST, assunzioni e “nodo acqua”: il futuro del sito si gioca tra CT6 e nuovi investimenti

ST, assunzioni e “nodo acqua”: il futuro del sito si gioca tra CT6 e nuovi investimenti

Si è svolto un incontro dedicato al futuro di STMicroelectronics e alle prospettive industriali sul territorio. A intervenire è stato Angelo Mazzeo, segretario nazionale UGL Metalmeccanici, che ha fatto il punto sui nuovi investimenti e sulle principali criticità.

Al centro, il tema occupazionale: l’obiettivo indicato è l’avvio di nuove assunzioni, circa 2.000, nel periodo tra il 2027 e il 2034. L’attenzione si è poi concentrata anche sul CT6, descritto come polo di produzione attualmente attivo, ma per il quale risulta già stanziata la chiusura.

Infine, il nodo acqua: oggi a ST vengono erogati 250 metri cubi, ma grazie a un accordo che dovrà concretizzarsi entro giugno 2026, anche con l’impegno del sindaco Enrico Trantino, si dovrebbe arrivare a 400 metri cubi, un passaggio considerato decisivo per salvaguardare la produzione.



Durante l’incontro in questione si è parlato di un settore per il quale si auspica l’ampliamento ed è quello dell’automotive, in relazione allo sviluppo di nuovi ambiti applicativi che possono arrivare dai data center per l’intelligenza artificiale, ma anche dalla robotica avanzata e tanto altro ancora. In questo calderone, poi, rientrano già le tecnologie attuali, mantenendo anche il silicio su M5 e contribuendo a un mix tecnologico che possa dare stabilità e forza al sito.

Sulla base di tale motivazione, infatti, proprio Angelo Mazzeo dell’UGL sottolinea come ST abbia una lunga serie di obiettivi che intende raggiungere, tra cui un aumento della produzione di wafer, il tutto con una deadline che punta al 2034. In questo frangente, comunque sia, si attende come data importante il prossimo punto in agenda: giugno 2026, periodo in cui verrà attualizzato l’accordo considerato e quindi l’ampliamento delle risorse d’acqua.

Non si tratta, dunque, di un dettaglio marginale, ma di un passaggio chiave per la tenuta dell’intero impianto produttivo, soprattutto in una fase in cui la competizione globale sui semiconduttori impone ritmi serrati e scelte strategiche non più rinviabili. L’acqua diventa infrastruttura industriale, e la sua disponibilità incide direttamente sulla capacità di reggere carichi, volumi e tempi di lavorazione.

In questo quadro, l’incontro ha rimesso al centro un concetto preciso: per garantire sviluppo, serve una filiera di condizioni che camminino insieme. Investimenti, tecnologia, personale, ma anche servizi e risorse primarie. E il territorio, per non restare spettatore, dovrà farsi trovare pronto.

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Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino