31 Marzo 2026
Molestie a Paternò, nuovo processo: chiesta anche perizia psicologica

Si avvia un nuovo dibattimento processuale per Sious Fares, il bracciante agricolo extracomunitario accusato di violenza sessuale ai danni di numerose donne, alcune delle quali minorenni.
I fatti risalgono a maggio del 2025, quando il giovane extracomunitario avrebbe bloccato e braccato varie ragazze, costringendole a subire dei baci. Nel frattempo, alcune delle “vittime”, secondo quanto riportato, sarebbero state persino schiaffeggiate da Fares.
La violenza, consumata in strada, ha sconvolto numerosi presenti, che sono subito intervenuti inveendo contro Fares, accerchiandolo e aggredendolo fisicamente, salvo poi essere fermati dall’intervento dei carabinieri, giunti sul posto per procedere con l’arresto e il successivo trasferimento nel carcere di Piazza Lanza, dove si trova attualmente.
Sious Fares: di nuovo in aula per molestie
L’aggressione messa in atto da Fares non sconvolse solo l’opinione pubblica, così come si evince dalle tante notizie pubblicate dai media all’epoca, ma anche l’intera comunità paternese. È necessario ricordare, infatti, che Fares era già noto tra i cittadini di Paternò in quanto, come indicato precedentemente, da tempo lavorava in qualità di bracciante agricolo proprio nelle campagne non troppo lontane dal piccolo comune. Un fatto che ha lasciato sconcerto, incredulità per un gesto che sembrerebbe non trovare spiegazioni, e rabbia al tempo stesso.
Sious Fares, infatti, è stato già condannato in primo grado per violenza sessuale di lieve entità, con pena ridotta da sei a tre anni proprio grazie al riconoscimento delle attenuanti, ma la vicenda processuale non è ancora finita per lui.
Per lui, però, si procede con un altro atto della vicenda, con una nuova udienza per il caso che la stampa ha ribattezzato anche con l’appellativo di “il molestatore di Paternò“. Si tratta, quindi, di un secondo procedimento nato dopo la presentazione di denunce effettuate in un secondo momento da altre “vittime” importunate lo stesso giorno dei fatti.
L’udienza in questione è stata veloce, insieme alle nuove richieste presentate dalla difesa, sostenuta dall’avvocato Sergio Gianninò. Per l’imputato, dunque, è stato chiesto anche in questo caso il rito abbreviato, ma condizionato, quindi accompagnato da una perizia psicologica per valutare lo stato di salute mentale dell’imputato dal momento dell’accaduto a oggi.
In subordine, invece, la richiesta sarà sempre quella del rito abbreviato, ma senza la perizia degli esperti. La prossima udienza, quindi, è stata fissata per il prossimo 12 gennaio 2027.




