29 Marzo 2026

Usura e borghesia mafiosa, l’allarme dell’avv. Guarnera

Usura e borghesia mafiosa, l’allarme dell’avv. Guarnera

Non solo criminalità organizzata, ma anche cittadini “perbene” che alimentano il sistema mafioso

È l’allarme lanciato dall’avvocato Enzo Guarnera, presidente dell’associazione Antimafia e Legalità, che punta i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: l’usura sostenuta anche da risparmi provenienti dalla media borghesia.

«Il fatto grave è che accanto all’estorsione c’è anche l’usura, con risvolti inquietanti», spiega Guarnera. Un meccanismo che coinvolge anche persone senza precedenti penali, estranee in apparenza ai circuiti criminali. 



Emblematico il caso raccontato dallo stesso legale: quello di un’insegnante e della sua famiglia. Persone comuni, con pochi risparmi accumulati negli anni, che invece di affidarsi ai canali tradizionali decidono di consegnare quel denaro a una cosca mafiosa, attratti da interessi più elevati rispetto a quelli bancari.

«La banca avrebbe dato un rendimento basso», racconta Guarnera, «così quei soldi sono stati conferiti a una cosca, che garantiva guadagni maggiori». 

Da quel momento, il denaro entra in un fondo criminale e viene prestato a commercianti, imprenditori e famiglie in difficoltà a tassi usurari. Parte dei profitti torna poi a chi ha finanziato il sistema, in un circuito che produce vantaggi economici per alcuni e sofferenza per altri.

«Ci sono persone formalmente per bene che alimentano questo sistema», denuncia Guarnera. Ed è proprio questo, secondo l’avvocato, l’aspetto più inquietante: la mafia non si nutre soltanto delle attività illecite tradizionali, ma anche della complicità di chi sceglie di ricavare profitto dal bisogno altrui.

Per Guarnera, la mafia ha cambiato volto: meno violenza visibile, più affari, più intrecci con l’economia legale. «Oggi siamo nella società della finanza», sottolinea, «e la mafia ha fatto un salto di qualità». Un sistema che si regge anche su quella che definisce “borghesia mafiosa”, fatta di professionisti, imprenditori e figure istituzionali colluse o compiacenti.

«Come possiamo sperare in un cambiamento», conclude, «se non cambia prima la mentalità dei cittadini?». Una riflessione dura che chiama in causa non solo la repressione giudiziaria, ma anche la responsabilità morale e civile dell’intera comunità.

Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.